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La stagione del Napoli 25/26 è già un fallimento?

A gennaio fuori dalla corsa scudetto(a meno di miracoli) e fuori anche dalla Champions League, la strada dei partenopei si è fatta incredibilmente in salita👇

📸goal.com – Napoli-Chelsea(2-3) del 28/01/2026 – voceliberaweb

I conti si faranno alla fine – com’è normale che sia – ma in casa azzurra non ci si può certo definire ‘soddisfatti’ della piega che la stagione 25/26 ha assunto nelle ultime settimane. Sono già due i fronti nei quali i campioni d’Italia in carica hanno dovuto cedere, generando non pochi dubbi sulle prospettive da qui fino al termine dell’annata.

Addio al Tricolore. Il sogno di bissare il trionfo di un anno fa in campionato sembra essere definitivamente sfumato. Eppure, fino allo scontro diretto di San Siro con l’Inter(2-2) la squadra di Conte poteva dirsi rinfrancata dal pari raccolto nella tana nerazzurra, che le consentiva di superare indenne un ostacolo altissimo e mantenere così la vetta nel mirino(a quattro punti).

Speranze di rimonta subito disattese. Lo scivolone col Parma(0-0) ed il pesante ko di Torino con la Juventus(3-0) – intervallati da una striminzita vittoria casalinga col Sassuolo(1-0) – hanno portato a nove lunghezze il distacco dal primo posto, facendo sì che i partenopei venissero raggiunti in classifica dalla Roma e di nuovo tallonati proprio da una rediviva Juve(issatasi nel frattempo in quinta posizione, un punto dietro gli azzurri).

Va dunque in archivio un gennaio da dimenticarefatta eccezione per la sola partita di Milano – che ha prodotto come risultato quello di rimettere totalmente in discussione ciò che fino a 30 giorni fa appariva scontato nell’ambiente napoletano: l’occupare almeno uno dei primi quattro posti, per i quali adesso la lotta si è fatta serratissima.

Non è andata meglio in Champions League, anzi. Perdendo con il Chelsea all’ultima giornata(2-3), il Napoli ha chiuso la propria “League phase” in 30a posizione, con appena otto punti racimolati in altrettante gare. Unica italiana a dover abbandonare l’Europa già alla fine di questo mega girone. Dai sinistri presagi dell’esordio col City(sconfitta per 2-0 in dieci uomini) fino all’emblematico pari di Copenaghen(avanti di un gol e con l’uomo in più, vittoria gettata via) si compone il mosaico di una campagna europea condotta nel peggiore dei modi e conclusa con una più che meritata eliminazione.

C’è però un doppio filo conduttore ad attraversare – ed in parte spiegare – la stagione partenopea. Il primo è legato agli infortuni, tanti, troppi. Una ‘scure’ si è abbattuta quest’anno sul Napoli, privando Conte di alcuni degli uomini migliori e costringendolo a dover escogitare di volta in volta soluzioni ‘alternative’, e finendo per portarlo a ‘spremere’ i rimanenti titolari.

Il secondo è la discontinuità di rendimento. Troppi gli alti e bassi stagionali, picchi di prestazione(come in Supercoppa italiana o nelle due gare di campionato con l’Inter) seguiti da sonori tonfi contro squadre sulla carta inferiori(Torino, Udinese, Verona e Parma soltanto in Italia). Un’altalena che rende complicato essere ambiziosi, da ricondurre verosimilmente alla difficoltà di gestire il doppio impegno(vera grande differenza rispetto allo scorso anno), per di più con così tante defezioni.

Ed arrivati a questo punto, con un quarto di Coppa Italia ancora da disputare(contro il Como al ‘Maradona’ il 10 febbraio) e con un campionato in cui l’unico obiettivo rimasto sembra essere la difesa del posto Champions, ci si inizia a domandare se la stagione degli azzurri – partita con aspettative enormi – non possa già oggi essere considerata fallimentare…

📸Copertina: Napolinetwork