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La Caccia alle Streghe

La caccia alle streghe le cui vittime sono donne per lo più vedove, anziane o comunque non sposate, tal volta con competenze nel campo dell’erboristeria, ma pur sempre donne. La donna infatti all’epoca veniva vista come un essere debole e quindi inferiore all’uomo, ciò era strano e di difficile comprensione per la società dell’epoca e di conseguenza veniva facilmente rimandato alla stregoneria.

La stregoneria infatti la si può identificare come l’insieme di diverse pratiche. Quella parte di magia definita nera, poiché procurava male al prossimo, tramite maledizioni, formule magiche, oggetti maledetti ecc. Al tempo chi accusava di stregoneria lo faceva per trovare risposta ai casi più insoliti. Accusate della morte prematura di un neonato, l’aver provocato mal tempo, causato un cattivo raccolto, provocato la morte di un bestiame o solamente per il pensiero dispotico di un uomo verso a una qualsiasi donna che gli abbia fatto un torto (quale il tradimento, per esempio).

La caccia alle streghe fu molto diffusa non soltanto nel Medioevo ma soprattutto nell’età moderna a partire dall’Umanesimo e dal Rinascimento. Soltanto agli inizi del Quattrocento le streghe vennero viste come una vera minaccia verso l’uomo, qui il tribunale dell’inquisizione entra in gioco mettendo la magia al pari dell’eresia, accusandole di aver stretto un patto con Satana.

Secondo la mentalità del tempo la donna si legava col demonio attraverso i sabba. Ritrovi nelle notti di luna piena nei quali le donne cantano e ballano compiendo riti sessuali per unirsi col diavolo.

L’uomo non potendo distruggere il demonio purifica il mondo eliminando tutti coloro che praticavano la magia, tramite torture come ad esempio: le ripetute punture di aghi, la privazione del sonno, l’ordalia dell’acqua, il raschiamento della pelle, lo schiacciamento progressivo, bruciate vive al rogo e tanti altri ancora. Tecniche di tortura disumane e immorali che portavano la donna in uno stato di tale sofferenza e angoscia, che per porre fine a tale dolore ammetteva di essere una strega pur non essendo colpevole.

Venne istituito il Malleus Maleficarum un testo che elenca diversi modi per riconoscere una strega, dall’uso di oggetti inusuali a segni particolari nel corpo come verruche o voglie. Ritenute capaci di volare e di trasformarsi in animali, spesso corvi o gatti neri.

La caccia alle streghe si diffuse in tutta l’Europa in particolare nella Germania e in totale ci furono state tra le 40mila e le 60mila condanne capitali, tra i noti processi ricordiamo quelli avvenuti a Salem circa 144, tra cui 20 condanne a morte. L’ultima donna condannata fu Anna Goldi in Svizzera nel 1782, accusata di aver lanciato il malocchio a una bambina, la donna venne arrestata, torturata e infine ghigliottinata nella città di Glarona. Soltanto nel 2008 il suo nome venne riabilitato dal parlamento cantonale.

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