Investire in “Green” in Corea del Sud. Questo è il momento giusto.

La Corea del Sud sta diventando rapidamente uno dei principali paesi nella transizione verso un’economia sostenibile. Grazie a obiettivi chiari come il piano “Carbon Neutrality 2050” e il “Green New Deal”, il governo sta indirizzando grandi investimenti pubblici e privati nel settore verde. Si prevede che la Corea del Sud investirà 450 trilioni di won (250 miliardi di Euro) in finanza verde entro il 2030, diventando un punto importante per gli investimenti sostenibili.
Il mercato delle tecnologie verdi e della sostenibilità in Corea del Sud crescerà rapidamente ogni anno. Questa crescita è sostenuta da una solida base industriale e tecnologica, con grandi aziende come Samsung, Hyundai e LG che guidano lo sviluppo di nuove filiere green.

La strategia verde sudcoreana si concentra su una transizione energetica profonda e sull’innovazione tecnologica, identificando diversi settori ad alto potenziale come l‘energia rinnovabile e stoccaggio, la cattura e stoccaggio del carbonio, la mobilità elettrica e a idrogeno.
L’Italia è un partner commerciale e strategico importante per la Corea del Sud. Dal 2015 è attivo un accordo di libero scambio tra l’UE e la Corea. I due paesi hanno anche un “Partenariato Strategico” rafforzato. Dal 1992 c’è un accordo bilaterale per promuovere e proteggere gli investimenti, che assicura un trattamento giusto e protegge da espropriazioni senza giusto risarcimento.

Un investitore italiano può accedere al mercato coreano principalmente attraverso due canali: investimento diretto straniero (FDI), sotto il FIPA (Foreign Investment Promotion Act), questa è la via preferenziale, promossa dal governo coreano tramite l’agenzia InvestKOREA (KOTRA); oppure tramite l’apertura di una filiale, che può svolgere attività commerciali e generare reddito e richiede la registrazione presso la Banca di Corea (BOK) e il tribunale.

Si può in alternativa optare per un ufficio di rappresentanza (liaison office) che può svolgere solo attività non commerciali (es. ricerche di mercato, contatto con la clientela) e non generare reddito in Corea. Richiede solo la notifica alla Banca di Corea.
È altamente consigliato avvalersi del supporto dell’Ambasciata d’Italia a Seoul, dell’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e di InvestKOREA per seguire l’iter burocratico e accedere agli incentivi governativi (che includono crediti d’imposta e supporto all’insediamento).
La Corea del Sud non è solo una meta d’investimento, ma un vero e proprio hub strategico che sta ridefinendo l’equilibrio economico asiatico attraverso la sostenibilità e l’innovazione. Per un investitore italiano, il momento di agire è adesso.

