Società

Il fascino dell’ignoto e dell’occulto: perché la società ama il mistero?

Quod non vides, id credis”, che in latino significa “Ciò che non vedi, lo credi”. Il mondo dell’occulto è da sempre qualcosa che sfugge alla ragione. Attrae e allo stesso tempo inquieta. Ancora oggi il fascino per l’ignoto lo troviamo ovunque: dalle app di astrologia, ai video sui tarocchi fino al cinema.

Fantasmi, vampiri, streghe. Figure che continuano a catturare l’immaginazione della società, attraverso simboli di paura, desiderio e curiosità. Essi diventano strumenti sociali e modi per creare legami, identità e narrazioni condivise. 

La figura del vampiro, ad esempio, affonda le radici nei miti slavi e balcanici. Il non-morto era visto come un pericolo per la società, portatore di malattie e di morte. Solo nel XIX secolo, con la letteratura romantica e opere come Dracula (Bram Stoker), il vampiro assume connotazioni anche erotiche e culturali. 

Le streghe, invece, vittime di persecuzioni nel Medioevo e nella prima età moderna, compivano rituali misteriosi e spesso temuti. Combinavano elementi di magia, devozioni e legami con la natura, diventando figure ambivalenti di potere e terrore. 

Anche la luna e i pianeti, studiati in astrologia, hanno storicamente rappresentato cicli di vita, misticismo e mistero. Dalla cultura babilonese a quella rinascimentale, osservare il cielo era un modo per interpretare il destino e l’ordine sociale.

Lo storico Carlo Ginzburg ci fa notare che queste credenze popolari possono essere lette come un “microcosmo del sapere sociale”. In altri termini, un modo per codificare ansie, sogni e regole non dette.

Il tema del mistero non è mai passato di moda. Si è adattato. Ora parla al digitale, alle comunità urbane e alle nuove generazioni. A renderlo irresistibile è proprio l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità.

La società in cui oggi viviamo è dominata da misurabilità, certezze e prevedibilità. Pratiche come la lettura dei tarocchi, l’astrologia e strani rituali si trasformano in strumenti simbolici che offrono orientamento e collettività.

In chiave sociologica, l’occulto è anche una pratica sociale: forum, hashtag, gruppi online. Questi “luoghi” digitali aiutano a costruire identità condivise, un codice linguistico e un senso comune. Ogni post, commento o scambio d’informazione diventa una ritualizzazione che rafforza il senso di appartenenza.

Il fascino per l’occulto passa anche dall’estetica: serie come American Horror Story e Intervista col vampiro (2022) permettono alla società moderna di immergersi in realtà e mondi diversi. Plasmano emozioni sospese tra la meraviglia e l’inquietudine. 

L’arte e la narrativa fantastica assumono un ruolo pressocché terapeutico. Ci permettono di esplorare i più reconditi ed irrazionali desideri del nostro inconscio in un contesto sicuro.

A livello psicologico, infatti, l’ignoto può essere interpretato come una forma di “proiezione collettiva”. Un modo per dare corpo a sensazioni o tensioni sociali difficili da esprimere altrimenti.

L’occulto, lungi dall’essere solo un retaggio superstizioso, si rivela un potente espediente per comprendere le dinamiche sociali, emotive e culturali della contemporaneità. Un ponte che ci permette di navigare tra passato e presente.