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Miti e leggende – le credenze di un tempo

Nonostante siano qualcosa di antico e ormai superato, le storie sui miti e sulle leggende rimangono una parte della nostra storia.
Affascinanti ed interessanti, queste storie coinvolgono qualsiasi tipo di pubblico, perché aggiungono sempre qualcosa di nuovo alla storia culturale di una città, regione, o qualsiasi altro luogo.
Oggi parleremo in particolare di quelli Siciliani.

Molti paesi in provincia di Catania iniziano tutti con il prefisso Aci, per l’esattezza 9.
A ciò hanno legato il mito di Aci e Galatea.
Aci era un semplice pastorello, mentre Galatea era una bellissima ninfa. Un giorno, mentre Aci pascolava le sue pecore vide Galatea, e affascinato dalla sua bellezza se ne innamora perdutamente. La ninfa ricambiò l’amore del pastorello, cosa che non fece invece con Polifemo, ciclope che viveva nel vulcano, da sempre innamorato perso della ninfa. I suoi corteggiamenti risultavano quindi inutili e accecato dalla gelosia decise di vendicarsi.
Una notte decise allora di scagliare un grosso masso contro Aci, schiacciandolo.
In preda alla disperazione e al dolore, Galatea versa tutte le sue lacrime sul corpo dell’amato. Alla vista di tale scena, Giove provò un senso di pietà nei confronti della ninfa, e decise di trasformare il sangue di Aci in un fiume che ha inizio dall’Etna fino alla spiaggia dove i due amanti si erano incontrati.

Nicola, conosciuto meglio come Cola, era un giovane figlio di un pescatore che venne trasformato, solo a metà, in pesce, a causa di una maledizione fattagli dalla madre in preda alla rabbia.
Il re del tempo, Federico, era volenteroso di conoscere questo ragazzo.
Decise di gettare una coppa d’oro e diamanti in mare per sfidarlo. Il ragazzo si tuffa in mare e dopo poco riemerge con la coppa e con delle novità da raccontare. Afferma di aver visto che l’intera città era sostenuta da 3 colonne: una sana, una scheggiata e una rotta.
Il re, esaltato dalla situazione, decise di gettare ancora in mare una busta piena di monete, se Cola fosse riuscito a riportare quella busta, il re gli avrebbe dato in moglie sua figlia. Cola riscese nuovamente in fondo al mare e mentre stava per recuperare la busta si accorse che una delle 3 colonne si era ormai rotta.
Decise di prendere il posto della colonna, sacrificandosi così da poter sostenere la sua amata isola, la Sicilia. Oggi questo mito prende il nome di Colapesce.

Le teste di moro sono dei vasi in ceramica ormai diffusissimi in tutta la Sicilia, ma qual è la storia di questi vasi?
Durante la dominazione Araba, mentre una bellissima fanciulla si prendeva cura delle sue amate piante nel suo balcone, un moro, appunto un arabo, passò di lì. Colpito dalla bellezza della ragazza si innamorò e decise così di dichiararsi, tale amore venne subito ricambiato.
Venne però a conoscenza del fatto che il moro avesse già una moglie e dei figli nel suo paese di provenienza, e che sarebbe dovuto tornare da loro.
La ragazza si sentì tradita e presa in giro e in preda alla rabbia tagliò la testa al moro, con la quale fece un vaso per le piante che teneva nel suo balcone.

Ovviamente queste sono solo alcune delle tante storie che parlano della Sicilia e tutte danno un significato profondo alle tradizioni tipiche dell’Isola.
La conoscenza della leggenda aggiunge quel qualcosa in più, ti permette di osservare una qualsiasi cosa, spogliarla e studiarla, nei suoi minimi dettagli.

A parer mio è intrigante come viene presa la realtà e raccontata come se fosse una favola. Semplice ma al tempo stesso dettagliata, i collegamenti ti portano a ragionare così da rimanerti impressi, arricchendo al contempo la propria cultura.

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