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L’incubo di Darwin

Gli uomini primitivi si riproducevano. La nostra presenza sul terzo pianeta del Sistema Solare, partendo dal Sole, ne è la dimostrazione. Ma non hanno scoperto come fare attraverso prove estenuanti (ecco, non sorridete maliziosamente), direi che lo sapevano già. Questa abilità gli veniva dai loro progenitori, dalle varie specie che, su su per la catena filogenetica, gliel’avevano passata come comportamento istintuale. E detta così sembra semplice, ma per arrivare al potente comportamento istintuale ci vuole un’orchestra di ormoni, di occhi che vedono, nasi che fiutano, nervi che trasmettono, neuroni che integrano immagini, odori, suoni, e poi sparano le loro cartucce che fanno partire altri ormoni, e il cuore pompa, batte più forte, lo stomaco si stringe, la bocca è asciutta, il pensiero è un gancio che ti riporta sempre lì, e vorresti, ma sai che non ce la farai, e non sei mai stato meglio, e non sei mai stato così male…Insomma, l’amore 750.000 anni fa, diceva il Banco.

Darwin e L'origine delle specie | best5.it

Insomma, certe cose non cambiano mai. O forse tutto è cambiato.

Quello che non è cambiato è che il sesso serve a far riprodurre e sopravvivere le specie, e per questo certi meccanismi sono così da centinaia di migliaia di anni.

L’evoluzione tende a conservare quello che funziona in termini di sopravvivenza e riproduzione, che sono il fine degli organismi viventi. La cosa fantastica è che questo viene conservato attraverso l’adattamento. Gli organismi viventi si adattano o si estinguono. Il nostro organismo si adatta di continuo per mantenere l’efficienza del suo sistema biologico (cellule, tessuti, organi, apparati), e per questo ha imparato a coordinare, anzi, ad integrare tutte le sue componenti, anche quando sono in concorrenza fra di loro. E la riproduzione umana dipende dall’efficienza di questa integrazione, dalla corretta e continua integrazione fra sistema nervoso, sistema endocrino (gli ormoni) e sistema immunitario. Questi sistemi parlano fra di loro e, parlando parlando, regolano tutte le funzioni del nostro organismo. E fra queste anche la funzione riproduttiva. E quella sessuale che serve a riprodursi, ontogeneticamente, e a star bene.

Ora, quello che avevano i nostri progenitori era che i loro tre sistemi fondamentali, quelli di prima, erano integrati piuttosto bene.

Ora, invece, quello che è cambiato è che su questo pianeta c’è una specie che per sopravvivere ha imparato, più di altre, ad adattare l’ambiente a se stessa, ai suoi fini. Ma col passare dei millenni i suoi fini sono cambiati, non sono più solo riproduzione e sopravvivenza. Homo Sapiens è diventato un animale sociale.

Homo Sapiens: Riassunto - TelodicoIo

E va bene, anche le api e le formiche sono animali sociali no? Certo, ma poi è diventato anche un animale politico (anche se chi lo diceva non è più molto popolare), ha trasformato alcuni strumenti (denaro, potere, e tutto ciò che ti ci fa arrivare più facilmente) in fini e – gli archeologi e gli storici che studieranno la nostra civiltà fra qualche decina di migliaia di anni ancora non hanno capito bene in che momento e come – ha iniziato a selezionare comportamenti contrari alla sopravvivenza della specie.

Quel che è peggio è che li ha trasformati in valori, e così ha selezionato positivamente individui che seguono quei comportamenti e perseguono quei fini e quei valori, e che sono diventati dominanti sugli altri. Così a forza di adattare l’ambiente a questi fini l’abbiamo reso ostile. Abbiamo ottusamente continuato a distruggere risorse preziose per la nostra stessa sopravvivenza, ad inquinare la nostra aria e il nostro cibo, a perseguire, vendere e imporre stili di vita nocivi al nostro benessere.

Respiriamo, mangiamo, beviamo sostanze che alterano l’integrazione di quei tre sistemi, quelli di prima, da cui dipende la sua efficienza e quindi il nostro benessere, anche riproduttivo. Il lavoro e, per molti, la vita stessa sono fonte di stress, e lo stress cronico è un altro fattore di turbamento dell’integrazione dei sistemi regolatori del nostro organismo.

Questa brutta storia è, a quanto pare, alla base del peggioramento della funzione riproduttiva umana degli ultimi cinquanta anni.

Vero, una certa propaganda ci induce a credere che le coppie, anzi “soprattutto” le donne, non vogliano più far figli per il lavoro e la carriera. Ma la stessa ci dice che rimandano la procreazione perché non hanno un lavoro stabile. Decidetevi.

In realtà la vita è complicata, coesistono entrambi i fenomeni.

Ma con questi fenomeni coesistono, ad esempio, anche l’obesità, la sindrome metabolica, la sindrome dell’ovaio policistico, lo stress, le infezioni urogenitali, bestie varie che fanno diminuire il numero degli spermatozoi, peggiorarne la qualità, ridurre la frequenza dell’ovulazione, ridurre il tasso di fecondazione e quello di formazione di embrioni evolutivi, cioè in grado di impiantarsi e crescere per nove mesi.

Queste bestie sono tutte figlie degli stili di vita dell’ultimo Homo Sapiens.

Queste bestie riescono, contemporaneamente, ad aumentare il nostro rischio di mortalità e di infertilità.

Questa bestia di Homo Sapiens, insomma, ha selezionato strategie contrarie alla propria riproduzione e sopravvivenza. Lavora per la propria estinzione.

Siamo, insomma, l’incubo di Darwin (l’ho già detto, lo so, ma è meglio sentirselo dire di nuovo).

La prossima volta penso che vi spiegherò meglio come lavorano alcune di queste bestie, e vi racconterò, se non mi estinguo prima, la storia di Pollie affetta da sindrome dell’ovaio policistico, e che tremila anni fa si riproduceva proprio grazie a questa sindrome, mentre adesso non riesce ad aver figli, e ieri l’altro è venuta nel mio studio per questo motivo.

Adesso, invece, vorrei dirvi che alla fine ho capito perché mi avesse colpito tanto quella domanda di quel ragazzino che chiedeva come facessero a riprodursi gli uomini primitivi. Non era per la sua ingenua bizzarria, era perché avevo intuito che la vera domanda è: come fanno gli uomini contemporanei a riprodursi?

Nonostante tutto questo.

Dott. Pietro Russo

Endocrinologo, endocrinologo della riproduzione, andrologo, Catania

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