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Elezioni universitarie. Miriana Di Mauro: “Mi ricandido per continuare ad essere il tramite umano e accessibile all’interno dell’università”.

Il 18 e il 19 novembre si terranno le elezioni universitarie dei rappresentati degli studenti in seno agli organi collegiali dell’Ateneo di Catania. Gli studenti dell’Ateneo etneo saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti per i Consigli dei Corsi di Laurea, per i Consigli di Dipartimento, oltre che per Senato, CDA, Nucleo di Valutazione e CSU.

Tra gli studenti che hanno deciso di mettersi in gioco per rappresentare i propri colleghi, che hanno scelto di proporre una politica universitaria capace di rispondere ed adeguarsi alle loro stesse esigenze, c’è chi ha deciso di rinnovare il proprio impegno in questo sfida. Miriana Di Mauro, studentessa di giurisprudenza e attuale membro del Consiglio di Dipartimento, è proprio una di queste. Il suo impegno con l’associazione studentesca Iuris continua anche per queste elezioni.

  • La tua ricandidatura è una conferma dell’impegno preso nei confronti degli studenti già un anno fa. Cosa ti ha convinto a fare questa scelta?

La scelta di ricandidarmi è, in realtà, molto personale e profondamente legata alla comunità studentesca; ed è proprio l’esperienza precedente come rappresentante che mi ha dato l’opportunità di avere questo contatto diretto che mi ha convinto a proseguire. Non c’è nulla di più gratificante che sapere di essere un punto di riferimento per i miei colleghi: sia per le questioni più complesse, sia per i piccoli problemi quotidiani. Essere colei che può fornire una risposta tempestiva o semplicemente aiutare a risolvere un
problema o una difficoltà personale. Questa è la vera essenza del mio ruolo. Questo feedback costante, la fiducia che è stata riposta in me, mi ha dato una carica incredibile e l’energia necessaria per affrontare un altro mandato. Mi ricandido perché voglio continuare a essere quel tramite umano e accessibile all’interno dell’organo universitario. L’impegno preso in precedenza è cresciuto: non è più solo un dovere, ma una passione nel voler garantire che la voce e le esigenze di ogni studente non si perdano o vengano ignorati. Il mio obiettivo è trasformare l’ascolto in un’azione ancora più efficace.

  • Qual è il bilancio che fai sia del lavoro che hai svolto a titolo personale sia rispetto all’impegno dell’associazione che rappresenti?

A livello personale, il bilancio è estremamente positivo, seppur faticoso. Ho trasformato l’impegno di rappresentanza in un vero e proprio metodo di lavoro. Questo mi ha permesso di acquisire una profonda conoscenza dei meccanismi interni dell’Ateneo, un’esperienza che oggi è la mia risorsa più preziosa: so esattamente a quale porta bussare per ottenere risposte e so come tradurle in soluzioni concrete per gli studenti. Credo di aver mantenuto la promessa di essere un rappresentante accessibile e trasparente.
Per quanto riguarda l’associazione che rappresento, posso affermare con fermezza che si tratta di un gruppo unito e coeso, che agisce con grande determinazione. Ci siamo attivamente dedicati all’organizzazione di conferenze e incontri volti ad ampliare l’orizzonte formativo degli studenti. Questi eventi creano spazi di discussione e confronto su tematiche rilevanti per la nostra comunità. Inoltre, missione quotidiana è sempre stata quella di facilitare la comunicazione istituzionale.

  • Quali sono le sfide e gli obiettivi che ti poni per questo nuovo mandato?

L’obiettivo più grande è sicuramente quello di consolidare l’impegno finora dimostrato. La sfida è preservare e rafforzare il vincolo fiduciario che abbiamo costruito con gli studenti. In un contesto universitario la vera difficoltà non è solo ottenere risultati, ma assicurare che gli studenti continuino a credere nell’efficacia e nella necessità della rappresentanza. Dobbiamo dimostrare ogni giorno che essere presenti negli organi fa la differenza. È importante mantenere il mandato vivo, dinamico e radicato nelle esigenze quotidiane degli studenti.

  • Alla luce del tuo ruolo come rappresentante al Dipartimento, qual è il livello di collaborazione che l’Ateneo di Catania (attraverso il lavoro di docenti, organi e mezzi) cerca di realizzare per migliorarsi?

Alla luce della mia esperienza, posso affermare che il livello di collaborazione da parte dell’Ateneo non è indifferente. Esistono i canali istituzionali (Senato Accademico, Commissioni Paritetiche) che ci permettono di partecipare e di esprimere il punto di vista studentesco. In queste abbiamo riscontrato disponibilità all’ascolto da parte di molti docenti e membri degli organi, specialmente a livello dipartimentale.