Oleo Bone
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La guerra come violenza sulle donne

Ogni giorno le donne rappresentano una figura fondamentale nella nostra vita, fin dalla nascita la prima persona che conosciamo è la mamma che ci protegge, tramite il suo pancione, fin da prima che abbiamo memoria. Nonostante le grandi conquiste ottenute dalle lotte femministe, le donne devono ancora sgomitare per raggiungere la parità con il genere maschile. Ogni giorno si assistono a soprusi fatti dagli uomini nei confronti delle donne, e come ci spiega la storia, anch’essa complice perché assente dalle figure femminili, l’uomo si sente legittimato nell’infliggere violenze ingiustificate nei confronti della propria amata. La violenza sulle donne è un tema ancora quotidiano.

Oggi come mai la donna ha una figura centrale, basta accendere la televisione o aprire qualsiasi social, per vedere il grande contributo che stanno dando nella guerra in Ucraina, guerra che nasce per lo stesso motivo del maschilismo. Non si potrà mai giustificare il passo di Putin. È come un uomo che picchia una ragazza perché si veste come vuole, non aggredisci un Paese perché vuole svilupparsi con i propri passi, con il proprio modo.

Recente è la notizia di una madre che si è vista negare il diritto alla vita di suo figlio, il diritto alla casa, perché quel che era casa, oggi sono resti di guerra. Kirill aveva 18 mesi. Putin lo ha ucciso sia con una bomba, sia togliendo l’elettricità all’ospedale di Mariupol i cui medici, con la luce dei cellulari, dopo averlo preso dalla copertina blu macchiata di sangue in cui i genitori lo avevano avvolto, hanno cercato salvarlo. Inutilmente. Tutto questo orrore il popolo russo non potrà vederlo e conoscerlo perché Putin ha deciso di oscurare tv, radio, giornali, siti e social. Chiunque dovesse raccontarlo, chiunque sbattesse in faccia al popolo russo la verità su cosa stia davvero succedendo, su chi è il predatore che mangia la preda, finirebbe in carcere per 15 anni secondo una legge fatta appena approvare dallo stesso Putin per impedire che il suo popolo sappia. Siamo nel 2022, e con tutti gli strumenti che abbiamo, l’istruzione, la televisione, internet, i social, nonostante si ha consapevolezza del passato per non ripetere i suoi sbagli nel presente, stiamo assistendo ad un mondo, che davanti la censura del governo russo, rimane immobile.

A Mosca, due mamme con i loro figli di rispettivamente 8,9 e 11 anni sono state arrestate, solo per aver portato fiori all’ambasciata Ucraina, diventato virale il video dell’arresto dei bambini in lacrime ma nessuno che agisce. Se non si ferma ora la violenza psicologica, la propaganda che il governo Russo ha iniziato a praticare nelle menti delle persone e nei bambini, a quel punto sarà tutto perduto, stiamo lasciando vincere Putin, se non sarà oggi, sarà fra anni, quando probabilmente lui sarà morto. Concludo citando un vecchio intervento di Gino Strada, simbolo dell’attivismo in Italia.

“La guerra piace a chi non la conosce. Chi invece la conosce si fa un’idea molto presto. Non importa perché c’è una guerra, ogni guerra ha una costante. Il 90% delle vittime sono civili. Le guerre vengono dichiarate dai ricchi e dai potenti e poi mandano a morire i figli dei poveri. Questa è la realtà. Sono persone che non hanno mai imbracato un fucile, sono persone che molto spesso non sanno neanche perché scoppia una mina sotto i piedi o gli arriva in testa una bomba.”

Gino Strada

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