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Piccoli comuni: concorsi nel caos. La nota della CGIL

E’ caos nella procedura del concorso Ripam per funzionari nei piccoli comuni: il bando, le prove, gli esiti, poi il dietrofront degli enti locali(mancano i soldi). Scoppia il caso nazionale👇

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Ha davvero del clamoroso quanto sta avvenendo intorno al concorso Ripam per il reclutamento di 178 funzionari da inquadrare nei profili giuridico, economico, digitale e tecnico e destinare agli organigrammi di alcuni dei c.d. ‘piccoli comuni’ ovvero quelli aventi una popolazione al di sotto dei 5mila abitanti.

Il bando in questione, indetto nel giugno scorso e di interesse nazionale, aveva chiamato a raccolta migliaia di candidati da tutta Italia e al termine delle prove selettive, svoltesi tra luglio e settembre, gli ‘idonei’ erano risultati oltre 1700.

Tutto sembrava procedere secondo la norma, sebbene una spia si fosse già accesa con la riduzione dei posti disponibili dai 178 inizialmente previsti a 124, per via della rinuncia di alcuni dei comuni interessati. Ma quando si è arrivati alla fase finale, al momento di procedere con le chiamate e le assunzioni, ecco verificarsi il paradosso.

Svariati comuni, allo stato attuale nell’ordine di 1/3 tra quelli che avevano manifestato necessità di personale ‘a elevata qualificazione’ negli ambiti di cui sopra, scrivono al ministero della funzione pubblica per dire che sono impossibilitati a procedere con le assunzioni. Il motivo? Non ci sono le risorse economiche per coprirle.

Incredibile ma vero. Una svolta inattesa ed i vincitori del concorso, per i quali il più sembrava ormai fatto, restano così in bilico. Uno scenario surreale ed allarmante.

La nota della CGIL: “Comuni senza nuove assunzioni farebbero fatica ad operare”

Al momento, i comuni rinunciatari ammonterebbero a 14 su 57 aderenti al bando (36 i posti saltati), ma il numero potrebbe crescere ancora. Non si è fatta attendere la reazione della FP CGIL (categoria sindacale che tutela lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici e delle funzioni connesse).

In una nota pubblicata lo scorso 11 settembre, indirizzata al Dipartimento della Funzione Pubblica, il sindacato ha portato la vicenda all’attenzione del ministero, invitando ad “intimare formalmente le amministrazioni inadempienti al rispetto dell’impegno assunto in sede
di manifestazione di interesse, richiamando la natura vincolante di tale impegno rispetto ai
vincitori individuati dalle graduatorie;
 individuare, laddove permanessero inadempienze non giustificate, gli strumenti più idonei a
garantirne il superamento, a tutela della correttezza e della credibilità della procedura concorsuale…”

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