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Da Valentina Carati a Valeè: evolversi senza snaturarsi

La giovane artista ha ottenuto moltissimi successi nella sua giovanissima carriera ma non per questo ha smesso di far crescere i suoi progetti musicali.

L’amore immediato per la musica

Valentina Carati è una giovane cantautrice bolognese classe 2001. Il suo approccio alla musica è stato davvero precoce: a soli tre anni scopre lo Zecchino d’Oro insieme alla madre e capisce subito che quello è il suo posto.

Ricordo ancora quel giorno. Ero molto piccola ma mi sono subito innamorata della musica. Arrivata la pubblicità sono corsa dalla direttrice e le ho chiesto quando sarebbe toccato a me!

Quella bambina, che sembrava aver parlato di esibizioni quasi per gioco,  da lì a poco avrebbe iniziato il proprio percorso musicale entrando a far parte del Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano.

Ho portato Quarantaquattro gatti e così sono stata presa. Quella è stata la mia casa per ben dieci anni, sono cresciuta, e ho avuto l’onore di collaborare con cantanti come Andrea Bocelli, Povia, Irene Grandi. Il primo primissimo brano cantato il tv è stato ‘Il Valzer del Moscerino’ .

Le tante  “grandi” occasioni

Dopo quel primo periodo, Valentina non ha smesso di crescere e lavorare sulla sua musica. Oggi, arrivata a 25 anni, ha già partecipato a moltissimi contest, ottenuto vittorie prestigiose e conosciuto artisti molto affermati.

Vediamo direttamente dalle parole dell’artista quelle che sono state le tappe più importanti della sua giovanissima carriera.

Nel 2018 ho vinto ‘Una voce per l’Europa’ e questo mi ha permesso di esibirmi alla ‘Milano Music Week’. Successivamente sono stata chiamata ad un evento sudamericano dove ho cantato per la prima volta in spagnolo. È stato emozionante mettersi in gioco in questo mondo nuovo, sono riuscita a vincere due volte il ‘Latin Milan Music Award’. Un altro evento che ricordo bene è il ‘Festival del Cinema di Berlino’ dove ho visto Roul Bova in persona. Ho avuto la possibilità di collaborare con Nasca durante un evento in Trentino o ancora ho aperto il concerto di Fausto Leali nel 2017 e poco tempo dopo quello di Katia Ricciarelli. Ora aspiro all’Euro de Oro.

Tra contest, eventi e vittorie, Valentina ha avuto anche l’occasione, per ben due volte, si esibirsi davanti al Papa. La prima è stata in mondovisione nel 2013, in occasione della  Giornata delle Famiglie, la più recente, nel 2021, attraverso un contest dedicato.

È stata un’emozione incredibile. La prima volta ero ancora piccola, nella più recente ho partecipato al ‘Christmas Contest’ nel 2021. Si trattava di un contest tematico su canzoni di Natale e ai vincitori era permesso esibirsi in tv davanti a Papa Francesco.

Chi è Valentina Carati?

La domanda potrebbe sembrare banale. Non è qualcosa di cui si è già parlato nei precedenti paragrafi?

Si, ma solo in parte.

Valentina Carati è un’artista dedita al pop e alla tematica amorosa che negli anni ha raggiunto i suoi primi successi e si è messa in gioco anche con brani in altre lingue.

Ho scritto tanti brani che non ho ancora ordinato in un album. La mia  prima canzone è stata ‘1000 Km’ ed era dedicata ad un amore a distanza. Grazie a questa ho ottenuto un mio primo successo, superare le 100.000 visual su YouTube. Il tema amoroso è al centro del progetto ‘Valentina Carati’. Ho vinto il mio primo concorso con ‘Non mi ami’ di Giorgia. Un altro brano dal nome  ‘Apri le tue braccia’ ha ricevuto un remix da un dj che ha raggiunto i 600.000 ascolti. L’esperienza con il Sud America mi ha permesso di sperimentare un brano in spagnolo molto apprezzato dai miei fan che si chiama ‘Mueve tu cuerpo’. Per chiudere posso accennare al mio ultimissimo pezzo da nome ‘Infinite Love’. È il primo che ho scritto totalmente in inglese ed è nato, così per caso, da un periodo in cui stavo in fissa con la musica da discoteca. Anche qui la tematica d’amore è dominante lo tratto senza alcuna etichetta. Ricordo ancora quel bellissimo cielo che ha ispirato le primissime parole.

Stelle Cadute

Se dovessi scegliere un brano da raccontare non potrei non parlare di ‘Stelle Cadute’. Si tratta del mio penultimo singolo pubblicato, un pezzo indie pop-rock dove la storia d’amore che racconto è molto realistica. Ho lavorato tanto sui piccoli dettagli per rendere la storia per nulla banale o generica. Nel videoclip ho scelto di mostrare un viaggio insieme vissuto però in prima persona. Sono orgogliosa di questo brano perché è stata una delle primissime canzoni di cui mi sono occupata interamente da sola.

E invece Valeè?

Il percorso di Valentina Carati non si limita solo all’ambito pop ma ha visto negli ultimi anni un’apertura al panorama nipponico. Da qui nasce la idol Valeè.

Da circa due anni ho iniziato a fare concerti in giapponese. Durante una live mi ha contattato un ragazzo che organizzava J-Night a Milano e così ho partecipato, ancora come ‘Valentina Carati’. Forse ho iniziato quasi per scherzo, ho sempre amato sigle di anime e mai avrei pensato potesse nascerne un progetto parallelo.

Come ci si apre a questo mondo?

Il mio nome d’arte è nato partecipando ad ‘Idol Stage’, lì ho scoperto la necessità di creare una nuova identità riconoscibile. Il mio nome, se letto in giapponese, ricorda il termine ‘balletto’. Mi rappresenta del tutto perché mescola armonia e studio. Mi è stato chiesto anche di creare un background e così ho deciso di presentarmi come un personaggio uscito da un gioco arcade degli anni ’80 che, ritrovatasi nel presente, canta canzoni della sua epoca. Porto sempre una rosa di colore rosso come omaggio a Nana Osaki.

Il nuovo percorso a Domenica In

Valentina Carati è tra i 25 artisti scelti da Mara Venier per la nuova edizione di Domenica In.

Entrare al programma è stato incredibile. Ho dovuto passare tre turni di scremature e sono stata presa per esibirmi con dei medley insieme agli ospiti di turno.

Proprio qualche giorno fa ha avuto, infatti, l’occasione di esibirsi insieme ad Orietta Berti!

Il rapporto con i social

Il lavoro social dell’artista, tra un progetto e l’altro, è molto costante. Oltre a quotidiane pubblicazioni di cover, il suo marchio di fabbrica sono sicuramente le live.  Si tratta di momenti in cui può cantare propri brani, cover o qualunque richiesta del suo pubblico così tanto affezionato.

Ormai, nel bene e nel male, i social sono il posto principale in cui farsi conoscere. La tv attira molto meno ed è difficile fare musica dal vivo. Adoro le costanti interazioni durante le dirette, questo percorso mi ha permesso di partecipare come content creator al concerto del 1° maggio, andare a molte fiere e lavorare con alcuni brand. Il pubblico mi apprezza per tutto, anche per la più recente deriva giapponese. Ho iniziato, come fanno le Idol, a lavorare anche sul mio merchandising. Inizialmente era strano, ma vedere nei concerti persone con le mie foto firmate mi rende felice. L’apertura al progetto giapponese mi ha permesso di capire anche elementi totalmente estranei ai nostri concerti come, ad esempio, usare light stick per fare il tifo.

I due progetti si incroceranno mai?

Per ora stanno bene così ma mi auguro sempre di poter scrivere un album dove tutte le mie passioni possano essere presenti.