F1: Il calendario discutibile per il 2027
Qualche giorno fa è uscito il calendario di F1 per la prossima stagione. Un calendario che sta già facendo discutere.
Ben 10 Sprint

Il prossimo campionato di F1 inizierà venerdì 12 marzo in Bahrein e si concluderà domenica 12 dicembre ad Abu Dhabi. Bisognerà, chiaramente, considerare gli sviluppi della situazione in Medio Oriente, la quale ha avuto già delle ripercussioni sul calendario della stagione in corso.
Un totale di 24 Gran Premi con, però, due modifiche per quel che concerne i circuiti: fuori Barcellona e Zandvoort, dentro Portogallo e Turchia. Il prossimo anno, dunque, si correrà solo una volta in Spagna e lo si farà al Madring, nonostante una prima edizione che ha lasciato molto a desiderare.
La novità che risalta subito all’occhio, la stessa che ha fatto tanto discutere, è l’aumento delle Sprint Race che passano dalle attuali sei a ben dieci.
Le Sprint sin dalla loro introduzione nel 2021, non hanno mai convinto pienamente e hanno suscitato delle perplessità sia nel pubblico sia nei piloti stessi. La maggior parte delle Sprint, infatti, sono state delle gare abbastanza noiose, in cui l’obiettivo primario sembrava quello di non far danni in vista della gara della domenica.
Nonostante ciò, bisogna segnalare come la F1 abbia più volte sottolineato il maggior coinvolgimento del pubblico durante i weekend Sprint. Anche se un miglior risultato dal punto di vista commerciale e televisivo non sempre corrisponde ad un miglior spettacolo in pista.
Una Sprint a Monaco
Ad alimentare la polemica inerente alle Sprint è che una di esse verrà disputata a Monte Carlo. Una decisione che appare assai particolare dato il layout del circuito monegasco. Se già la gara della domenica risulta essere abbastanza monotona, una sprint in cui si tende ad essere più disciplinati e cauti difficilmente accoglierà il favore del pubblico.
Per non parlare di come nei weekend Sprint ci sia appena una sessione di prove libere, al posto delle classiche tre, il che a Monaco rischia di essere un ulteriore problema per i piloti che hanno a disposizione davvero poco tempo per capire il limite delle proprie vetture in un tracciato così complesso.
Appare evidente come la F1 stia andando sempre più verso una spettacolarizzazione del prodotto che, però, rischia di lasciare in secondo piano il lato sportivo, teoricamente più rilevante. Un modello, potremmo dire, tipicamente statunitense, dove l’intrattenimento ha un ruolo centrale. Non a caso proprio in quella parte di mondo l’interesse per la categoria sta aumentando. E la domanda sorge spontanea: perché, nonostante in F1 ci siano ben tre tappe negli Stati Uniti, in nessuna di esse vi sarà una sprint?
Insomma, la componente sportiva sembra esser diventata la meno importante. La decisione presa sulle Sprint è solo un esempio di ciò: si potrebbe anche menzionare la scelta dei circuiti, altro tema non poco rilevante.
Nonostante le opinioni contrastanti, questo sarà il calendario per il prossimo anno, con l’augurio di assistere ad un campionato combattuto e pieno di colpi di scena.
Immagine copertina generata con IA
