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Sicilia in Dolce 2025, Taormina celebra l’anima più autentica dell’isola 

Al Palacongressi una giornata dedicata a vini, pasticceria d’autore e nuove tendenze del gusto, tra masterclass affollate, proposte inclusive e il valore culturale portato dall’Associazione Duciezio. 👇

Sicilia in Dolce 2025 si è conclusa lasciando dietro di sé l’impressione netta di una giornata capace di restituire, tutta insieme, la complessità e la bellezza del patrimonio enogastronomico siciliano. Il Palacongressi di Taormina ha accolto un flusso costante di visitatori fin dall’apertura, creando un’atmosfera viva, densa di profumi, racconti, degustazioni guidate e incontri con produttori provenienti da ogni angolo dell’isola.

Le oltre cento realtà presenti tra cantine e pasticcerie hanno mostrato un panorama sorprendentemente vario. I vini dolci, i passiti, le vendemmie tardive e i fortificati siciliani hanno rappresentato il nucleo delle degustazioni, affiancati dalle interpretazioni più emblematiche della tradizione dolciaria della Tinacria. La qualità media degli assaggi non ha lasciato spazio a dubbi: il comparto continua a crescere, a sperimentare, a cercare linguaggi nuovi senza mai recidere il legame con le proprie radici.

Molto partecipate le tre masterclass proposte dalla delegazione AIS Taormina, che hanno guidato il pubblico in percorsi accurati e complementari. Dall’approfondimento sull’“oro liquido” dell’isola alla scoperta dei rossi dolci, fino alla comparazione tra i grandi vini fortificati del Mediterraneo e dell’Atlantico, ogni panel ha offerto strumenti precisi per leggere il presente e il futuro di questi prodotti.

Il livello di interesse del pubblico ha confermato la necessità di appuntamenti formativi che uniscano rigore tecnico e racconto territoriale.

Accanto al mondo del vino, la pasticceria ha saputo ritagliarsi uno spazio altrettanto centrale. Il talk dedicato alle pasticcerie di Sicilia ha permesso ai maestri di condividere esperienze personali e scelte produttive, mentre la presentazione del volume sulla tradizione messinese ha ricostruito con cura un mosaico storico spesso frammentato.

Lo showcooking serale, firmato da Conpait Sicilia e dall’Associazione Duciezio, è stato uno dei momenti più attesi e ha mantenuto tutte le promesse. La presenza di Duciezio ha dato valore aggiunto all’intera manifestazione, grazie a una visione culturale solida e a un lavoro costante di tutela e valorizzazione delle eccellenze siciliane.

Al suo interno spicca la Pasticceria Pasubio, eccellenza catanese guidata dal maestro Santo Giarrusso, distintasi per gusto e capacità di trasformare la tradizione in un racconto contemporaneo senza perdere identità. La qualità delle sue preparazioni ha attirato curiosi e addetti ai lavori, confermando un prestigio costruito nel tempo e riconosciuto ben oltre i confini locali.

Da sx i Maestri pasticceri Salvatore Caggegi (Pasticceria Caggegi, Randazzo), Giuseppe Bellia (La pasticceria, Giarre), e Santo Giarrusso (Pasticceria Pasubio, Catania).

Da segnalare, inoltre, l’attenzione verso un pubblico sempre più eterogeneo. Le proposte gluten free hanno offerto un’alternativa concreta e di alta qualità, molto apprezzata dai visitatori con esigenze specifiche. Interessante anche la scelta di alcune cantine di presentare opzioni analcoliche, proponendo un percorso parallelo dedicato a chi desidera vivere l’esperienza enologica in modo diverso, senza rinunciare alla complessità aromatica.

A sostenere l’organizzazione, il lavoro degli studenti degli istituti alberghieri del territorio, che hanno partecipato alle attività con professionalità e un entusiasmo che ha dato nuovo slancio all’intero impianto della manifestazione.

L’affluenza – superiore alle aspettative – racconta comunque un dato chiaro: il pubblico cerca esperienze che uniscano sapere, identità e qualità. Sicilia in Dolce 2025, osservata da vicino, ha dimostrato di essere molto più di un appuntamento dedicato a vini e pasticceria. È diventata un luogo di confronto, un laboratorio aperto, un osservatorio sul modo in cui la Sicilia continua a reinventarsi, intrecciando tradizione e innovazione senza perdere senso e profondità.