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Quando la storia diventa politica: il caso del Samguk Sagi

Il Samguk Sagi rappresenta la più antica cronaca storica ufficiale della Corea. L’opera racconta la storia dei Tre Regni coreani e costituisce una fonte fondamentale per lo studio della Corea antica, sia da un punto di vista politico che sociale. 👇

Chi scrive la storia? E, soprattutto, perché? Queste sono le principali domande che ruotano attorno a tutte le grandi opere storiografiche. Caso particolarmente interessante è proprio quello del Samguk Sagi.

Il Samguk Sagi è la più antica storia ufficiale della Corea risalente all’anno 1145, sotto la dinastia Goryeo, compilata da Kim Busik e da alcuni studiosi di corte. L’opera racconta la storia dei tre antichi regni coreani fino alla loro unificazione: Goguryeo, Baekje e Silla.

Sebbene il Samguk Sagi venga spesso associato soltanto alla Corea del Sud, l’opera racconta le cronache storiche dell’intera penisola coreana. Territori che appartengono sia alla Corea del Sud che alla Corea del Nord

All’interno, vi è una ricostruzione accurata di guerre, successioni dinastiche e processi politici cruciali per ricostruire la storia della Corea come la conosciamo oggi. Tuttavia, l’opera si basa su documenti precedenti, registri di corte e fonti oggi quasi scomparse. 

Eppure, il Samguk Sagi non è soltanto una racconta di eventi storici. Basta analizzare il contesto in cui viene realizzato per rendersi conto della sua funzione poliedrica. 

Nel XII secolo, la dinastia Goryeo aveva la necessità di rafforzare la propria legittimità politica e di consolidare un’identità culturale comune. La stesura storica ufficiale permetteva, quindi, di presentare il regno come l’erede naturale della tradizione politica coreana. 

E’ evidente nell’opera la forte influenza del pensiero confuciano: sovrani virtuosi, funzionari e modelli morali formano un punto nevralgico nella narrazione dell’opera, trasformando il suo contenuto in uno strumento educativo e documentario.

Come accade frequentemente nelle fonti ufficiali, vige la regola dello scarto: l’attenzione è rivolta principalmente a re, nobili e protagonisti della vita politica. La quotidianità delle persone comuni resta largamente sullo sfondo.

Come a confermare lo stereotipo sulle opere storiche, anche il Samguk Sagi è il risultato di determinate scelte politiche e culturali. Particolarmente rilevante è proprio il regno di Silla (신라, Silla).

Esso è spesso presentato come protagonista del processo di unificazione della penisola coreana. Tale configurazione ha portato numerosi studiosi a interrogarsi sul rapporto tra ricostruzione storica e legittimazione del potere.

E’ bene ricordare che la storia non è mai un semplice registrazione dei fatti. E’ soprattuto il risultato di un’interpretazione. La storia non è mai neutrale; chi la scrive sceglie esattamente quale evento valorizzare, quale personaggio celebrare e quale immagine della nazione trasmettere alle generazioni future.

Ciononostante, il Samguk Sagi contiene anche diversi episodi che oggi verrebbero considerati dei veri e propri scandali politici. Uno dei più clamorosi riguarda la regina Seondeok di Silla

Nel VII secolo, Seondeok divenne la prima donna a regnare su Silla. Il Samguk Sagi racconta, infatti, di come molti aristocratici ritenessero inaccettabile che una donna detenesse il potere supremo. 

Il punto di rottura arrivò nel 647, quando il nobile Bidam guidò una ribellione contro la regina. Durante la rivolta, però, accadde un fattore singolare: una stella cadde dal cielo. I ribelli interpretarono questo evento come un segno che il mandato della regina fosse giunto al termine. 

Per evitare che il presagio demoralizzasse i suoi sostenitori, il generale Kim Yushin avrebbe fatto volare un aquilone con una torcia accesa, dando l’impressione che la stella fosse tornata in cielo.

Questo gesto ebbe un forte impatto psicologico sulle truppe e contribuì a mantenere la fedeltà all’autorità sovrana. La ribellione fu repressa e Bidam giustiziato.

Ma perché questo episodio è interessante? Perché mostra perfettamente come la politica non riguardava solo eserciti e leggi, ma anche simboli, propaganda e controllo della nazione. Un episodio che sembra quasi moderno: la lotta per il potere combutta anche sul terreno della comunicazione e dell’opinione pubblica.

Oggi la Corea del Sud è una delle nazioni più influenti al mondo dal punto di vista culturale. Cinema, musica, televisione e turismo storico. Molti siti archeologici di Gyeongju, antica capitale di Silla, sono oggi simboli dell’identità nazionale coreana. 

Le vicende narrate nel Samguk Sagi continuano a influenzare il modo in cui la Corea racconta sé stessa ai propri connazionali e al resto del mondo. A quasi nove secoli dalla sua creazione, il Samguk Sagi ci ricorda che la storia plasma il futuro e diviene espediente politico e sociale.