Diritti LGBTQ+ in Italia: Tra progressi e discriminazioni

La comunità LGBTQ+ in Italia si trova oggi davanti a un bivio: da un lato, ha raggiunto importanti traguardi; dall’altro, si confronta con un contesto sociale e politico che continua a ostacolare il pieno riconoscimento dei diritti civili.
Un passo avanti
Negli ultimi mesi, l’Italia ha fatto passi da gigante. Il 22 maggio 2025, la Corte Costituzionale ha stabilito che entrambe le donne in una coppia omosessuale devono essere riconosciute come madri di un bambino nato all’estero tramite fecondazione in vitro, senza dover affrontare procedure legali complicate. Questa decisione ha messo fine alla pratica precedente, che riconosceva come madre legale di un figlio solo ed esclusivamente la donna che lo aveva messo al mondo. Anche la Corte di Cassazione ha dato il suo contributo a questo progresso, stabilendo che sulle carte d’identità elettroniche dei minori deve comparire la dicitura “genitore” invece di “padre” e “madre”, riflettendo così tutte le diverse configurazioni familiari.
Un contesto politico e sociale sfidante
Nonostante i vari progressi, l’Italia si trova al 35° posto nella Rainbow Map 2025 di ILGA-Europe, con solo il 24% dei diritti riconosciuti. Questo la pone appena sopra l’Ungheria, ma dietro a Grecia, Cipro e Albania, evidenziando un’importante mancanza di tutele. Di fatto le violenze e le molestie nei confronti delle persone LGBTQIA+ hanno raggiunto un nuovo picco, con oltre il 10% delle persone che hanno dichiarato di aver subito un’aggressione fisica o sessuale negli ultimi cinque anni, e più della metà ha subito molestie motivate dall’odio. Inoltre, il bullismo nelle scuole è aumentato in modo preoccupante, con più di due persone su tre che hanno rivelato di essere stati vittime di atti di bullismo.
La risposta dei cittadini
Nonostante le difficoltà, la società italiana non si ferma e continua a farsi sentire. Nel 2025, circa cinquanta città hanno già confermato la loro partecipazione a un Pride, con eventi che si svolgeranno in tutta Italia, da Sanremo a Catania. Queste manifestazioni sono un’importante occasione per far sentire la voce e lottare per i diritti LGBTQ+. In aggiunta, iniziative come il progetto “Educare alle differenze” a Bologna e il “Patto di collaborazione LGBTQIA+” mostrano un crescente impegno nel campo dell’educazione.

