Agroalimentare: esportare, trasformare, vendere in Corea del sud. Guida per business di successo

La Corea del Sud è un mercato promettente per l’agroalimentare italiano, grazie all’alto potere d’acquisto, all’apprezzamento per la qualità italiana e alla crescente domanda di prodotti salutari e pregiati.
Il mercato coreano è sofisticato e sensibile ai trend salutistici e gastronomici. I prodotti con il potenziale di vendita più alto sono i vini che ultimamente trovano un largo consumo anche tra le fasce più giovani. Si cercano vini di alta qualità e anche etichette di nicchia.
Apprezzatissima la pasta, la pizza e prodotti a base di cereali. La pasta secca di alta qualità, farine speciali (anche gluten-free) e prodotti da forno premium sono molto richiesti, soprattutto nei supermercati gourmet.

Naturalmente è molto ricercato l’olio extra vergine d’oliva (EVO). Nonostante la concorrenza spagnola, l’EVO italiano di alta qualità è percepito come un prodotto salutare e superiore. Molto interesse per EVO biologico e IGP/DOP.
Non mancano di certo le richieste di salse pronte di alta gamma, pomodori pelati (in particolare San Marzano) e aceto balsamico di Modena (IGP/DOP), ingredienti fondamentali per la cucina occidentale coreana.
Inoltre, c’è una crescente richiesta di caffè espresso di qualità, biscotti secchi e snack italiani (come i taralli) sono apprezzati come prodotti di “stile di vita”.

Invece per i formaggi e salumi seppure la domanda sia crescente, soprattutto per formaggi stagionati, l’esportazione è più complessa a causa delle rigorose normative sanitarie e di importazione.
L’esportazione verso la Corea è facilitata dall’Accordo di Libero Scambio (FTA) tra Unione Europea e Corea del Sud, che ha eliminato o ridotto drasticamente i dazi sulla maggior parte dei prodotti agroalimentari.
Per le certificazioni e le normative di distribuzione ilMinistero della Sicurezza Alimentare e Farmaceutica coreano (MFDS) è l’autorità chiave.
Prima di esportare, lo stabilimento di produzione in Italia deve essere registrato e approvato dal MFDS.
Le norme di etichettatura coreane sono molto severe e richiedono informazioni specifiche (valori nutrizionali, lista degli ingredienti) in lingua coreana. Questo è un punto critico che può causare il blocco della merce in dogana.

Inoltre la merce importata è soggetta a ispezioni di quarantena all’arrivo. Per prodotti di origine animale (carne, latte e derivati) le procedure sono estremamente complesse e richiedono una preventiva approvazione bilaterale tra i servizi veterinari italiani e coreani.
Se oltre ad esportare i prodotti si vuole pensare alla trasformazione e vendita dei prodotti direttamente in Corea del sud è necessario costituire una società.
La forma più comune per un’attività commerciale con investimento estero è la Yuhan Hoesa o la Jusik Hoesa (Stock Company).
Per la registrazione di Investimento Estero occorrono minimo 100 milioni di Won coreani, circa 65mila euro, tramite una banca coreana autorizzata.
Occorre poi registrare la società presso il registro Commerciale e il registro Fiscale (Business Registration Certificate) presso il National Tax Service (NTS)
Oltre alla registrazione aziendale, sono necessarie licenze specifiche di Importazione Alimentare (Food Import License), la Licenza di Produzione/Trasformazione Alimentare, se l’azienda esegue la trasformazione in loco (es. laboratorio di pasta fresca). L’impianto deve superare l’ispezione igienico-sanitaria del MFDS, la Licenza di Ristorazione se l’attività include la vendita al dettaglio o la somministrazione (es. ristorante, gastronomia).
Per gestire le relazioni con le autorità locali e i clienti è essenziale il personale coreano, mentre se il business è focalizzato sulla qualità e sull’autenticità (es. vera pizza napoletana, pasta fresca), potrebbe essere necessario un Visto E-7 per trasferire personale italiano con competenze specialistiche in Corea.
Navigare la burocrazia coreana e le complesse norme di importazione richiede un supporto mirato.
Ecco di seguito un elenco di figure esperte a cui è necessario affidarsi:
Consulenti Doganali (Customs Brokers) e Legali Specializzati: Indispensabili per garantire la conformità delle etichette e la corretta gestione delle procedure di quarantena. Scegli uno studio legale o una società di consulenza che abbia esperienza specifica nel settore alimentare e nelle relazioni con il MFDS
ITA (Italian Trade Agency) – Ufficio di Seoul: offre studi di mercato, scouting di partner e supporto logistico.
ITCCK (Italian Chamber of Commerce in Korea): ottima risorsa per networking, eventi promozionali (B2B e B2C) e consulenza mirata.
KOTRA (Korea Trade-Investment Promotion Agency): l’agenzia governativa coreana può fornire assistenza per la costituzione della società e l’accesso a programmi di soft landing.
