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Verso un “Mondiale degli esclusi”? In Russia ci pensano

Solo indiscrezioni al momento, ma a Mosca l’idea di organizzare un torneo parallelo a quello della FIFA starebbe prendendo corpo. Ecco chi potrebbe prendervi parte👇

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📸anularis – Coppa del Mondo, trofeo ufficiale – voceliberaweb

Da giorni la voce rimbomba su alcuni media europei e sudamericani. E laddove vi fossero delle conferme ufficiali, si tratterebbe di uno scenario clamoroso. Mentre gli Stati Uniti si preparano ad ospitare i Mondiali del 2026(insieme a Canada e Messico), dall’altra parte del globo si pensa ad un gesto eclatante in risposta: organizzare una Coppa del Mondo ‘alternativa’ a quella ufficiale.

Com’è noto, dal 2022 la Federazione Russa è esclusa da tutte le competizioni poste sotto l’egida della FIFA in seguito all’invasione dell’Ucraina. A Mosca, però, la voglia di rilancio attraverso il calcio non è mai venuta meno. Anzi, l’idea sarebbe quella di coinvolgere alcune delle principali Nazionali a non essersi qualificate per i prossimi Mondiali, riunendole in una competizione parallela alla rassegna iridata(al via ufficialmente l’11 Giugno 2026).

L’indiscrezione – poiché al momento tale va considerata – è stata lanciata dall’emittente cilena ADN Radio e subito ripresa da svariati media in Sudamerica ed in Europa. Proprio il Cile, infatti, figura tra le nazionali più ‘prestigiose’ a non aver staccato il pass per gli USA e ad essere attenzionata dalla federazione calcistica russa come potenziale partecipante al mondiale alternativo.

Ma non solo. Oltre ai cileni, nella presunta lista di inviti stilata dal Cremlino comparirebbero nazionali come Bielorussia, Georgia, Moldavia, Kazakistan, Lettonia e Lituania(tutte espressioni di paesi appartenenti all’ex blocco sovietico) insieme a squadre di sicuro richiamo mediatico e buon livello competitivo ma anch’esse rimaste escluse(Grecia, Serbia, Nigeria e Camerun). Per di più, stando alle indiscrezioni, vi sarebbe l’intento di estendere l’invito ad una grande nazione geo-politicamente vicina alla Russia, ovvero la Cina.

Qualora andasse in porto – ed in tal senso il ‘disegno’ russo appare di difficile attuazione – si tratterebbe di un messaggio fortissimo alla FIFA e a tutto ciò che rappresenta. D’altronde, in quel di Mosca sanno bene l’importanza di ‘sfruttare’ un grande evento sportivo per finalità che trascendono il mero sport(nel 2018 fu proprio la Russia ad ospitare la Coppa del Mondo).

Quale che sarà il risultato, netta la dichiarazione di intenti: lanciare un’altra sfida al resto del pianeta.