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Perché a Cipro ci sono due basi britanniche?

Negli ultimi giorni si è parlato di un attacco dell’Iran alle basi britanniche collocate a Cipro. Ma perché nell’isola in questione vi sono queste due basi militari? Facciamo un passo indietro nel tempo e scopriamolo.

Tutto inizia nel 1878

Cipro è un’isola che nel corso della sua storia ha visto la dominazione di diversi popoli, come bizantini, franchi, arabi, greci e veneziani. Nel 1573 l’isola venne conquistata dall’Impero Ottomano e la situazione rimase tale fino al 1878.

L’Impero Britannico si era già da tempo dimostrato interessato all’isola, data la sua posizione strategica nel Mar Egeo e l’occasione per prenderne possesso arrivò nel 1878: l’Impero Ottomano stava vivendo un periodo di crisi, la quale divenne ancor più grave a causa dello scoppio della Guerra russo-turca (1877-1878).

Il Primo Ministro del Regno Unito dell’epoca, Benjamin Disraeli, approfittò della difficile situazione degli ottomani per stringere un’alleanza con essi e per stipulare un accordo, la cosiddetta Convenzione di Cipro del 4 giugno 1878: con questo accordo, l’Impero Ottomano consegnava il controllo dell’isola ai britannici in cambio di protezione da possibili attacchi russi. La Gran Bretagna, in aggiunta, prometteva di restituire Cipro agli ottomani nel caso in cui la Russia avesse restituito i territori occupati in Armenia.

La situazione dell’isola cambiò nuovamente durante la Prima Guerra Mondiale: i britannici, infatti, decisero di annettere Cipro al proprio Impero, a causa dell’entrata in guerra degli ottomani al fianco degli Imperi Centrali, ossia Germania e Austria-Ungheria.

La complicata situazione dell’isola fino all’indipendenza

Fonte immagine: Wikipedia

La maggior parte degli abitanti dell’isola era greco-cipriota (78%) e il loro più grande desiderio era la realizzazione dell’Enosis, ovvero l’unione di Cipro con la Madrepatria Grecia. Effettivamente, l’Impero Britannico propose un’accordo alla Grecia a tal fine: la Grecia avrebbe ottenuto Cipro se fosse entrata in guerra al fianco della Serbia. Lo Stato ellenico, però, rifiutò e Cipro rimase in mano ai britannici, anche se la volontà dei greco-ciprioti non mutò.

Nel 1925, Cipro divenne ufficialmente una colonia inglese. La situazione dell’isola, però, era assai complicata: i greco-ciprioti volevano la realizzazione dell’Enosis (anche se la Grecia non era tanto propensa a tale idea), i turco-ciprioti (18%) volevano il Taksim (vale a dire la partizione dell’isola), mentre i britannici volevano rimanere in possesso dell’isola data la sua strategica posizione.

Vi furono molteplici rivolte e scontri che vedevano coinvolte tutte e tre le parti presenti nell’isola. La vicenda divenne ancora più complessa con l’elezione, il 18 settembre 1950, dell’Arcivescovo Makarios, che divenne leader della comunità greco-cipriota. Con lui i rapporti tra Grecia e Cipro entrarono in crisi: Makarios voleva l’Enosis, mentre la Grecia non voleva andare contro al potente alleato britannico.

Venne fondata così nel 1955 l’organizzazione greco-cipriota Eoka, con lo scopo dell’Enosis, mentre i turco-ciprioti risposero fondando la loro (TMT). Ci furono diversi scontri e la situazione divenne sempre più insostenibile, anche a causa dell’allontanamento di Makarios dall’isola voluto dai britannici, con la Turchia che, intanto, guardava con attenzione l’evolversi della situazione.

Ci furono vari tentativi per risolvere la spigolosa situazione dell’isola e, alla fine, si optò per l’indipendenza. Opzione che Makarios aveva iniziato a prendere in considerazione e con la Gran Bretagna che aveva alleggerito le sue posizioni, dichiarando che si sarebbe accontentata di alcune basi militari. Dunque, il 16 agosto 1960, Cipro divenne indipendente e i britannici rimasero sul suolo cipriota attraverso le due basi militari di Akrotiri e Dhekelia.