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Michael: il film sul Re del Pop prossimamente al cinema

In arrivo nelle sale italiane il 23 aprile 2026, “Michael” è il biopic dedicato a Michael Jackson. Diretto da Antoine Fuqua e prodotto da Graham King (artefice del successo di Bohemian Rhapsody), il film ripercorrerà gli aspetti più salienti della carriera e della vita del Re del Pop. Perché è uno dei film più attesi degli ultimi anni?


Al centro del film vi è la figura di Michael Jackson, interpretato dal nipote Jaafar Jackson. Una scelta che per molti ravviva il legame familiare ma che, al tempo stesso, solleva interrogativi sulla distanza critica del racconto.
La scelta di Jaafar Jackson non è stata dettata solo dal DNA. Fuqua ha reso noto che la connessione spirituale e fisica di Jaafar con il ruolo dello zio è stata immediata: “C’è un’energia che solo chi è cresciuto con quel mito può trasmettere”. Le prime immagini dal set mostrano una metamorfosi straordinaria. Dalla postura allo sguardo, Jaafar sembra aver interiorizzato ogni minimo dettaglio dello zio Michael.


“Michael” rappresenta un’operazione mastodontica, con un budget elevato e una gestazione iniziata nel 2019. Segnata da ritardi, revisioni e complicazioni da un punto di vista legale, il biopic sembra rispecchiare quelle difficoltà che hanno segnato la vita di Michael Jackson.
La narrazione si concentra sulle tappe fondamentali della carriera dell’artista: l’innovazione musicale, la rivoluzione dei videoclip e le sue iconiche performance. Dall’infanzia nei Jackson 5 fino alla consacrazione come “Re del Pop”.


L’investimento si riflette in una promettente ricostruzione filologica. Il team di produzione ha ricreato meticolosamente set leggendari, dal ranch di Neverland ai palchi dei tour mondiali “Bad” e “Dangerous”.
Grande attenzione è stata riservata ai costumi, curati per riflettere l’evoluzione stilistica di Jackson, dai completi anni 70 fino alle celebri giacche militari ricoperte di cristalli.
Tuttavia, il caso di “Michael” si distingue per un significativo elemento centrale: il Re del Pop è tutt’oggi al centro di un dibattito pubblico polarizzato.


Le accuse legate alla sua sfera privata rendono decisamente delicato il lavoro di restituzione cinematografica. La produzione si è espressa al riguardo dichiarando di non aver edulcorato la narrazione, ma la realizzazione del film ha già suscitato critiche e perplessità.
Tra queste, quelle di Paris Jackson (figlia di Michael Jackson), che ha espresso forti dubbi riguardo all’accuratezza del progetto.
Proprio per questa tensione tra onoranza e cronaca, il film si configura come un vero e proprio evento culturale.


L’attesa febbrile, le polemiche e la grandezza del personaggio raccontato contribuiscono ad associarlo come oggetto di discussione, andando oltre la dimensione cinematografica.
Per i fan di lunga data “Michael” rappresenta un’opportunità: far riscoprire il fenomeno della loro generazione e riprovare quell’emozione quasi religiosa che solo lui riusciva a suscitare.
Per i più giovani, il film di Fuqua rappresenta l’occasione per conoscere l’intramontabile Re del Pop, trasformando un mito del passato in un riferimento culturale contemporaneo.


Resta quindi un interrogativo cruciale: riuscirà davvero questo film a racchiudere la complessità di un uomo che ha cambiato la storia della musica?
In Michael Jackson il confine tra artista ed icona si è sempre intrecciato con quello tra realtà e rappresentazione. E’ un caso unico nel panorama mondiale della cultura pop.

Immagine in copertina: Michael Jackson interpretato dal nipote Jaafar Jackson – Credits Universal Pictures