AttualitàGenerale

Meloni si smarca: “Questo referendum non è su di me”

Giorgia Meloni interviene ancora una volta sul referendum della giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. La Premier, nel corso di un’intervista, ha sottolineato come gli italiani siano chiamati a pronunciarsi su una precisa materia e non sul gradimento nei confronti del suo governo, per questo “ci saranno apposite elezioni”.

Un referendum che qualcuno vuole trasformare in “una lotta nel fango”

Giorgia Meloni risponde così a chi la critica per non rischiare la propria poltrona su questo voto: “Io penso che sia molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito di quello di cui stiamo parlando. Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango, mi pare che sia più un tentativo di quelli che hanno difficoltà ad attaccare una riforma che in passato, in vario modo, hanno sostenuto e proposto. Credo che non convenga a chi, come noi, ha fatto banalmente una riforma di buon senso: non è una riforma di destra o di sinistra, lo dimostra proprio il fatto che è stata negli anni e nei decenni proposta dalle più svariate componenti politiche”.

Il voto sul governo sarà nel 2027

Giorgia Meloni separa nettamente il giudizio sulla cd. “Riforma Nordio” e quello sull’operato del suo esecutivo, forte di guidare uno tra i governi più longevi della storia della Repubblica Italiana. La Premier calcia avanti la palla, smarcandosi da possibili trappole dell’opposizione e sicura di completare il suo mandato.

Ribadisce la propria serenità in ciò e puntualizza: “Io a differenza di altri, non sono una che rimane abbarbicata al potere se gli italiani non vogliono che io continui a governare questa nazione. Quindi fra un anno gli italiani ci giudicheranno, chiaramente dopo tutto il lavoro che è stato fatto, io credo che sia giusto che ci giudichino sul complesso del lavoro fatto: la riforma della giustizia è importantissima, ma è una delle 500 cose che abbiamo fatto. Vorrei che fossimo giudicati sul complesso. Il 22 e il 23 marzo si vota sulla giustizia non sul governo e qualsiasi decisione prenderanno inciderà sulle loro vite molto oltre la durata di questo governo, perché una riforma costituzionale così importante incide sulla tua vita e su quella dei tuoi figli”

Il richiamo al voto

Nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio non manca poi l’invito agli italiani a recarsi alle urne. Mentre i sondaggi danno ancora in vantaggio il sì, aumentare la base elettorale significherebbe per la maggioranza contrastare la forte mobilitazione delle opposizioni. Le stesse proiezioni di voto sembrano confermare tutto ciò, sottolineando come il “partito dei non votanti” accolga molto più l’elettorato di centrodestra che quello di centrosinistra, quest’ultimo deciso a scendere in campo per schierarsi contro questa nuova riforma della giustizia. Il 22 e il 23 marzo gli italiani esprimeranno il proprio parere, decretando le sorti della giustizia. Su tutto ciò avremo bisogno di tempo, sulle sorti del governo Meloni abbiamo invece già una risposta.