Le isole Liancourt e la storica contesa Corea- Giappone.

Le isole Dokdo, conosciute anche come Liancourt Rocks o Takeshima (in Giappone), sono un piccolo gruppo di isolotti rocciosi disabitati situati nel Mar del Giappone. Affascinanti e di difficile accesso, attirano un crescente interesse da parte di turisti temerari, principalmente coreani e asiatici.
Il nome “Liancourt Rocks” deriva da un tragico incidente avvenuto nel 1849, quando la baleniera francese Liancourt rischiò il naufragio nel tentativo di raggiungere gli isolotti avvistati da lontano.
Raggiungere queste isole è una vera e propria impresa, che richiede più soste e diverse ore di navigazione, con la speranza di non trovare il mare agitato e improvvise forti burrasche

Innanzitutto, sarà necessario raggiungere l’isola di Ulleungdo prendendo una delle navi che partono dai porti di Pohang, Gangneung, Mukho ( Donghae) e Hupo, situati sulla penisola. Il viaggio dura quasi tre ore. Da Ulleungdo, si dovrà poi prendere un ulteriore traghetto che impiega circa un’ora e mezza per arrivare alle isole Dokdo.

Amministrate dalla Corea del Sud, queste isole sono state per decenni al centro di una contesa territoriale con il Giappone. Situate nel Mar Orientale, a eguale distanza tra Corea e Giappone, rappresentano un simbolo significativo di sovranità e identità nazionale per entrambi i paesi.
Dokdo è formato da due isole principali, Dongdo (isola est) e Seodo (isola ovest). Le isole sono importanti per motivi strategici e simbolici. Infatti quest’area è ricca di risorse marine, come gas idrato e banchi di pesce. La loro posizione è strategica anche per controllare il mare e il cielo dei confini.
La rivendicazione della Corea del Sud su Dokdo risale a secoli fa. Alcuni documenti coreani antichi, come il “Samguk Sagi” (storia dei tre regni) del 1145, menzionano l’incorporazione di Usan-guk, che si ritiene includesse Dokdo, nel regno di Silla nel 512 d.C.
Durante la dinastia Joseon, il governo coreano implementò politiche per la gestione e il controllo delle isole e nel 1900, l’Imperatore Gojong con un’ordinanza inserì l’isola Ulleungdo come contea e includeva Dokdo sotto la sua giurisdizione, rafforzando la rivendicazione coreana sulla base del diritto internazionale.
Il Giappone iniziò a mostrare interesse per le isole in epoche successive. Sebbene alcuni documenti giapponesi del XVII secolo potessero fare riferimento a scambi o attività di pesca nelle vicinanze, la rivendicazione formale giapponese su Dokdo divenne esplicita solo all’inizio del XX secolo.

Nel 1905, durante il periodo della guerra russo-giapponese e prima dell’annessione della Corea, il Giappone incorporò unilateralmente Dokdo, che chiamò “Takeshima”,dichiarando le isole “terra nullius” (terra di nessuno). La Corea non fu in grado di opporsi efficacemente a questa mossa.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Trattato di Pace di San Francisco del 1951, che definiva lo status territoriale del Giappone, divenne un punto cruciale della disputa.
Difatti L’articolo 2 (a)stabiliva che il Giappone doveva rinunciare a “tutti i diritti, titoli e rivendicazioni sulla Corea, comprese le isole. Sebbene Dokdo non fosse esplicitamente menzionato, la Corea del Sud interpreta l’articolo come una restituzione del controllo coreano su tutti i territori che erano stati annessi dal Giappone, comprese Dokdo.
Dopo l’indipendenza della Corea dal Giappone nel 1945 e la fine della guerra di Corea, la Corea del Sud ha riaffermato con forza la sua sovranità su Dokdo. Nel 1954, le forze di sicurezza coreane si sono stabilite sull’isola, costruendo strutture e mantenendo una presenza costante.
Il Giappone, tuttavia, non ha mai rinunciato alla sua rivendicazione, pubblicando regolarmente libri bianchi e conducendo iniziative diplomatiche per affermare la sua pretesa. La questione è stata sollevata in vari forum internazionali e ha spesso causato tensioni nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi.
Tutt’oggi la disputa su Dokdo è una delle questioni più sensibili e complesse tra Corea del Sud e Giappone. Finché non si troverà una soluzione o un accordo, la disputa su Dokdo resterà una ferita aperta tra Seul e Tokyo, un ricordo di un passato non risolto che influenza ancora il presente.
