La politicizzazione del referendum. Il ruolo e i rischi di Giorgia Meloni
Con l’avvento di marzo, gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul referendum della giustizia. Il 22 e il 23 marzo gli elettori si pronunceranno sulla riforma della giustizia targata Nordio. Tra i temi principali ci sono la famosa e tanto discussa separazione delle carriere e la conseguente istituzione di un doppio CSM.
Le proiezione sul referendum
I primi sondaggi riportano una quasi parità tra il fronte del sì e quello del no. Le proiezioni parlano quindi di un esito che sarà in dubbio fino alla fine ed essenziali potrebbero essere tutti quei voti che oggi il bacino dell’astensionismo raccoglie. In verità, come spesso accade soprattutto con i referendum, la partecipazione non è mai equiparabile a quella delle elezioni nazionale, portando quindi ad una maggiore “politicizzazione” degli stessi quesiti referendari. Un’arma che può rivelarsi vincente o far vestire al governo i perfetti panni di un harakiri.

L’esempio di Renzi
Lo sa bene Matteo Renzi, oggi senatore e Presidente di Italia Viva. L’esito negativo del referendum del suo governo nel dicembre del 2016 ha portato alle dimissioni dell’ex segretario del Partito Democratico, legando inscindibilmente la proposta referendaria al suo personaggio. La maggioranza allora spinse sulla fiducia degli elettori nei confronti del Premier, mentre l’opposizione si scagliò contro l’avversario politico e non sulle tematiche delle proposte.

Palla a Meloni
Oggi la Presidente del Consiglio Meloni è ad un bivio. Superare la situazione di un pericoloso equilibrio che potrebbe far crollare la riforma della giustizia o scendere in campo per supportare un’azione del proprio governo. Alla personalizzazione del referendum si è già inevitabilmente arrivati, anche se il personaggio di Giorgia Meloni non è stato il centro di questa operazione. Che la Premier ci metta la faccia può essere per qualcuno un atto dovuto, per altri la scelta definitiva per spostare l’ago della bilancia e per altri ancora il suicidio politico della leader di Fratelli d’Italia. Gli scenari sono proprio questi tre e Giorgia Meloni lo sa. Rimane il dubbio di cosa deciderà. Il tempo passa, il referendum si avvicina e la politica è pronta ad essere il palcoscenico sul quale si rappresenteranno le conseguenze di questa scelta.
