Speciale Corea del Sud

La Corea del Sud attira gli investitori italiani. Guida alle opportunità e ai trend di business

La Corea del Sud, potenza economica e leader globale nell’innovazione tecnologica, si sta affermando come una meta sempre più interessante per gli investitori italiani in cerca di diversificazione e crescita sostenibile nel lungo periodo. Il “miracolo del fiume Han” continua a prosperare, trainato da settori all’avanguardia e da un quadro normativo volto a favorire l’ingresso di capitali esteri.

L’accesso al dinamico mercato sudcoreano da parte di un investitore residente in Italia può avvenire attraverso diverse vie, che variano per complessità e livello di coinvolgimento.

Il percorso più semplice e abasso costo è l’investimento indiretto nel mercato azionario. attraverso gli Exchange-Traded Funds (ETF).

crediti: extraETF

Si possono scegliere gli ETF su Indici Specifici. Gli investitori possono comprare ETF che seguono i principali indici azionari coreani, come l’MSCI Korea o il FTSE Korea 30/18 Capped. Questi strumenti danno un’esposizione diversificata alle più grandi società coreane (come Samsung Electronics o SK Hynix), anche se sono molto concentrati nel settore tecnologico.

In alternativa, è possibile investire in ETF più ampi sull’area Asia-Pacifico (escludendo o includendo il Giappone) o sui Mercati Emergenti, dove la Corea del Sud è spesso uno dei paesi a maggiore peso.

Questi strumenti sono facilmente acquistabili tramite le piattaforme di broker online o le banche d’investimento in Italia, aprendo un semplice conto titoli.

Un’altro percorso meno semplice ma altrettanto soddisfacente è l’investimento diretto estero (IDE) e l’imprenditorialità.

Per le aziende o gli investitori privati che desiderano un coinvolgimento diretto nell’economia coreana, le opzioni includono l’apertura di una società o di una filiale.

Molti investitori stranieri optano per una Società Interamente Controllata da Stranieri (WOFS), che consente il 100% di proprietà straniera nella maggior parte dei settori, garantendo pieno controllo decisionale.

Per essere riconosciuti come Investimento Diretto Estero (IDE) ai sensi del Foreign Investment Promotion Act, è generalmente richiesto un capitale sociale minimo di 100 milioni di KRW (circa € 68.000, a seconda del tasso di cambio).

Inoltre occorre anche un iter mirato per i “Visti per Imprenditori“. Quello più comune è il Visto D-8 per gli investitori . Inoltre ci sono programmi come lo Startup Korea (K-Startup) per gli imprenditori che desiderano avviare un’attività innovativa nel Paese.

Per orientarsi nella complessa normativa locale, è cruciale avvalersi della consulenza di esperti legali e finanziari locali o di agenzie come la KOTRA (Korea Trade-Investment Promotion Agency) che consentono anche una mediazione linguistica e legale.

Ma quali sono i trend di business più caldi in Corea del Sud ?

Come già sanno in molti l’economia coreana si muove a un ritmo elevatissimo, guidata dall’innovazione e da una forte digitalizzazione.

Il governo sta investendo massicciamente nella creazione di cluster di produzione di semiconduttori per assicurarsi una fetta ancora più grande del mercato globale.

Il Focus per gli investitori potrebbero essere in: chip di memoria (DRAM e NAND), semiconduttori di prossima generazione e settori come l’Intelligenza Artificiale (AI) e il 5G/6G.

Un altro settore di tendenza è il Green New Deal e Sostenibilità. C’è un forte impegno nell’aumentare la capacità di eolico offshore e fotovoltaico, con un focus particolare sull’idrogeno verde.

È in forte crescita ‘interesse per la chimica verde, i materiali compositi ecocompatibili e le soluzioni per le smart city e la mobilità elettrica.

Per chi vuole intraprendere attività meno complesse in fortissima espansione c’è l’e- commerce, il K-Beauty e il settore Retail.

Il mercato retail coreano è estremamente dinamico e digitalizzato, spinto da un elevato tasso di adozione del mobile e dall’emergere del social commerce.

L’industria della K-Beauty è un fenomeno otmail globale. L’export italiano di cosmetici è in crescita, specialmente nei segmenti di innovazione, sostenibilità e cosmetica maschile (la spesa pro capite coreana è la più alta al mondo per questo segmento).

Il mercato dell’e-commerce è in rapida evoluzione con l’ascesa di “super-app” e l’iper-personalizzazione basata sull’AI.

Da non sottovalutare il settore Bio-Salute e Med-Tech. Infatti c’è una continua attenzione alla salute e le biotecnologie e e la produzione di dispositivi medici è in forte espansione.

Nella ricerca e sviluppo la Corea è un hub di eccellenza. Le aziende italiane possono trovare sinergie nell’export di apparecchiature diagnostiche e materiali per impianti, beneficiando della rapida adozione delle tecnologie med-tech.

Per le imprese italiane, il successo potrebbe risiedere nella capacità di stabilire partnership tecnologiche con attori locali o nell’entrare con prodotti di nicchia di altissima qualità che non competano direttamente con i Chaebol, come l’agroalimentare (dove la cucina italiana è molto amata) o la meccanica di precisione.

L’investimento in Corea del Sud non è per i deboli di cuore, ma per chi è disposto ad abbracciare un mercato iper-innovativo, le opportunità di rendimento e crescita sono tra le più promettenti del panorama globale.