Importanza delle vitamine negli atleti e sportivi
L’attività fisica, quando armonicamente integrata con un regime nutrizionale adeguato, si
configura quale rilevante fattore protettivo nei confronti delle patologie cardiovascolari, dei
disordini muscoloscheletrici e delle alterazioni del microbiota intestinale. Il conseguimento di
livelli ottimali di performance implica un dispendio energetico considerevole, il quale deve
essere opportunamente compensato al fine di prevenire l’insorgenza di condizioni
patologiche quali lesioni muscolari, stress ossidativo e affezioni cardiache, nonché il
decadimento della prestazione durante l’attività competitiva.
Nel contesto sportivo, risulta altresì imprescindibile il reintegro di acqua, vitamine e minerali
dispersi nel corso dell’esercizio fisico, al fine di preservare l’integrità fisiologica dell’atleta.
In tale prospettiva, le vitamine assumono un ruolo cardinale, partecipando a molteplici
reazioni metaboliche e ai processi di adattamento biochimico muscolare indotti dall’esercizio.
Breve Excursus sulle vitamine
Considerata la rilevanza trasversale dell’attività fisica lungo tutto l’arco della vita,
l’associazione tra esercizio moderato e nutrizione equilibrata si configura quale efficace
presidio preventivo nei confronti di patologie cardiovascolari, disordini muscoloscheletrici,
obesità, diabete, neoplasie e processi di invecchiamento cellulare. Ne deriva la necessità di un
apporto nutrizionale adeguato, eventualmente supportato da un’integrazione mirata. In
particolare, le vitamine A, B6, D, E e K rivestono un ruolo essenziale nell’ambito della
fisiologia dell’esercizio.
La vitamina A contribuisce in maniera significativa ai processi di cicatrizzazione e al
mantenimento dell’efficienza del sistema immunitario, specialmente nei confronti delle
infezioni a carico dell’apparato respiratorio; essa svolge inoltre un’importante funzione
antiossidante, contrastando l’azione dei radicali liberi dell’ossigeno. Gli atleti, in virtù
dell’elevato consumo di ossigeno, risultano maggiormente esposti al rischio di carenze di
vitamine antiossidanti, con conseguente incremento dello stress ossidativo in caso di deficit
marcato.
Durante l’esercizio fisico intenso, i processi metabolici devono garantire un adeguato
rifornimento energetico ai tessuti sollecitati. In tale ambito, la vitamina B6 interviene in
processi fondamentali quali la glicogenolisi epatica e muscolare e la deaminazione degli
amminoacidi, rendendo disponibili substrati per la gluconeogenesi.

La vitamina D
La vitamina D riveste un ruolo cruciale nella salute dell’apparato scheletrico e nella
regolazione del metabolismo del calcio, oltre a esercitare effetti rilevanti sulla funzione
immunitaria e sulla performance atletica. Oltre a favorire la mineralizzazione ossea e a
prevenire la tetania ipocalcemica, la vitamina D contribuisce al mantenimento dell’omeostasi
di calcio e fosforo e interviene nella modulazione di numerosi processi biologici, tra cui la
crescita cellulare, le funzioni neuromuscolari e immunitarie e il metabolismo glucidico. Essa
regola inoltre l’espressione genica di proteine coinvolte nella proliferazione, differenziazione
e apoptosi cellulare.
Una carenza di vitamina D, frequentemente associata a ridotta esposizione solare e
inadeguato apporto dietetico, può determinare osteomalacia nell’adulto e rachitismo nel
bambino, nonché una compromissione della mineralizzazione ossea. I segni precoci
includono alterazioni dei livelli sierici di calcio e fosforo e iperparatiroidismo secondario,
mentre le manifestazioni tardive comprendono debolezza muscolare e dolore addominale.
Al contrario, l’ipervitaminosi D, generalmente conseguente a un’eccessiva integrazione,
determina ipercalcemia con potenziali complicanze a carico di organi e tessuti molli, fino a
quadri clinici severi caratterizzati da alterazioni sistemiche e danno d’organo.
Evidenze scientifiche indicano che la carenza di vitamina D è associata a una riduzione della
forza e della funzionalità muscolare, nonché a un aumentato rischio di fratture da stress, con
ripercussioni negative sulla performance sportiva. Per contro, adeguati livelli sierici risultano
correlati a una minore incidenza di infortuni e a un miglioramento delle prestazioni atletiche.
Risulta pertanto fondamentale identificare precocemente gli stati carenziali e intervenire
mediante strategie nutrizionali e integrative appropriate.
Conclusioni
L’adeguatezza dell’apporto vitaminico, in virtù del coinvolgimento di tali micronutrienti in
una vasta gamma di processi biologici, rappresenta un presupposto imprescindibile per il
mantenimento dello stato di salute. Stati carenziali possono determinare quadri patologici
rilevanti, mentre condizioni di ipervitaminosi risultano prevalentemente correlate a un uso
improprio di supplementi.
Un regime alimentare ricco di vitamine, associato a un’attività fisica regolare e controllata, si
configura come strategia efficace nella prevenzione di disordini fisiopatologici rilevanti. In
ambito sportivo, in particolare negli atleti di alto livello, l’integrazione può rappresentare un
valido supporto per la prevenzione degli infortuni e l’ottimizzazione della performance.
Infine, l’adozione di uno stile di vita sano si conferma essenziale per contrastare l’insorgenza
di invecchiamento cellulare precoce, patologie cardiovascolari, disbiosi intestinale e danno
muscolare, risultando pertanto raccomandabile in tutte le fasce d’età. (1)
Bibliography
- Brancaccio M, Mennitti C, Cesaro A, Fimiani F, Vano M, Gargiulo B, et al. The biological
role of vitamins in athletes’ muscle, heart and microbiota. Int J Environ Res Public
Health. 2022 Jan 23;19(3).
