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Il mondo secondo Martin Parr: l’occhio ironico che ha cambiato la fotografia

Martin Parr, da tempo affetto da mieloma e volto storico della Magnum Photos, si spegne nella sua casa di Bristol il 6 dicembre 2025. A dare il triste annuncio è la Martin Parr Foundation, chiedendo riservatezza in questo momento di lutto.

Nato nel maggio del 1952 ad Epsom, Parr si avvicina alla fotografia grazie al nonno, grande appassionato. Fin da giovanissimo decide che quella sarà la sua strada, come lui stesso ha raccontato più volte: “Sapevo che sarei diventato un fotografo fin dall’età di 13, 14 anni, e sapevo già cosa fosse buono. Ero ossessionato dalla fotografia. Credo che tutti gli artisti siano ossessionati.”

Dopo gli studi al Politecnico di Manchester, esordisce negli anni Settanta lavorando in bianco e nero, inserendosi all’interno del contesto documentaristico britannico, influenzato da grandi autori come Henri Cartier-Bresson.

Dopo un periodo rivolto all’insegnamento, negli anni Ottanta Parr compie una svolta decisiva per la sua carriera, abbandonando il bianco e nero per dedicarsi alla fotografia a colori. Il suo stile diventa inconfondibile con The Last Resort, un’indagine antropologica in cui ritrae i vacanzieri della classe media inglese: qui i suoi colori diventano patinati, e l’uso diretto del flash rende iconiche le sue composizioni volutamente affollate e disturbanti.

In questa serie vediamo bambini con gelati colanti, spiagge sovraffollate e corpi e consumi messi a nudo. È proprio con questo lavoro che Parr rivoluzionerà la sua carriera e l’intera fotografia documentaristica, spostando l’attenzione sul banale e trasformandolo in un vero centro di attenzione in quegli anni.

Il suo ingresso in Magnum Photos nel 1994, lo vede protagonista di una diatriba con Henri Cartier Bresson, che inizialmente si oppone alla sua ammissione, considerandone lo stile troppo distante dalla tradizione dell’agenzia. Dal 2013 al 2017, Martin Parr dirige la prestigiosa agenzia, contribuendo in modo decisivo al cambiamento che vede Magnum Photos sempre più vicina alle nuove generazioni di fotografi.

La produzione artistica di Martin Parr è ricca di documentazioni sociali – dal turismo di massa, ai rituali della borghesia, fiere di paese, consumismo – con uno sguardo che si avvicina sempre di più ad un’analisi antropologica.

Il suo umorismo, spesso frainteso come cinismo, nasconde l’ironia stilistica che lo ha reso da subito un’autore immediatamente riconoscibile: un’anticipazione dell’estetica digitale, della sovrabbondanza visiva e dell’immaginario che oggi chiamiamo social network. 


Le sue immagini, tra le più famose al mondo, rappresentano oggi una finestra necessaria sul kitsch e sulle contraddizioni della società contemporanea, un lavoro diretto e scomodo che diventa difficile da ignorare e che ci apre alla realtà di sovrabbondanza e consumismo che viviamo oggi.