“Harakiri”- i Giocattoli e sonoalaska raccontano del piacere nella sofferenza
Venerdì 9 gennaio la cantautrice romana sonoalaska torna a parlare attraverso la sua musica, ma questa volta non è da sola. Insieme al gruppo siciliano Giocattoli ha, infatti, pubblicato un nuovo pezzo dal titolo Harakiri che intende raccontare come spesso si tenda a rimanere bloccati nella sofferenza perché inconsapevolmente la si trova piacevole…

Venerdì 9 gennaio sonoalaska ha pubblicato, insieme alla band siciliana Giocattoli, un pezzo dal nome Harakiri. Si tratta del primo feat. della giovane artista romana divenuta ormai apprezzatissima non solo per la sua voce ma anche per le tematiche importanti che tratta e cerca di diffondere attraverso la sua musica.
Se con 500 ragazzi il tema principale era quello dell’ansia delle generazioni più giovani e con Marco, Viola e… si trattava del delicato tema delle opportunità lavorative in Italia, con Harakiri l’artista ha deciso di mettersi alla prova senza però snaturarsi.
Avevo già ricevuto in passato proposte di collaborazione e, nonostante il rock non sia il mio genere, ho subito amato questa canzone. Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato insieme e ho cercato di unirmi senza perdere però l’essenza di sonoalaska, con frasi dirette ma il classico tono quasi bambinesco.
La parte iniziale della strofa di sonoalaska racconta delle difficoltà nell’uscire da un amore tossico a cui forse si è troppo abituati.
In un rapporto è facile avere una attrazione fisica ma la difficoltà è un altra.
È importante amare l’altro anche nel suo peggio e ed è molto difficile farlo.
Tornando al titolo del brano, Harakiri, non si può non comprendere come il tema dell’intera canzone sia la sofferenza.
Per chi non lo sapesse, infatti, il termine Harakiri richiama, infatti, all’antico rituale suicida dei samurai giapponesi.
Il tema fondante del brano è infatti il seguente: mi piace stare male
Capita spesso di essere in un vortice negativo e non riuscire ad uscirne. Questo perché ci rendiamo conto che attraiamo cose negative perché al nostro inconscio piace stare nel dramma, se ne prova piacere.
Questo brano è stato pubblicato all’inizio dell’anno per una ragione…
Trattando del tema della sofferenza siamo felici di averlo pubblicato in questo periodo, a ridosso del Blue Monday, un periodo negativo in cui tutto sembra andare a rallentatore.
Il Blue Monday è quello che è stato definito il giorno più triste dell’anno e cade il lunedì della terza settimana di gennaio.
In questo clima di malinconia che avvolge non solo il brano ma anche il periodo dell’anno c’è stato spazio anche però anche per una bella notizia.
In questo periodo ho potuto mettermi alla prova con il mio primo featuring, ho conosciuto persone lontane da me come età e stile ma nonostante questo abbiamo creato un bellissimo rapporto.
Anche nella sofferenza e nelle differenza la musica unisce.

