Gyeongju: il “museo senza mura” della Corea del Sud.

Gyeongju, spesso chiamata il “museo senza mura” della Corea del Sud, è una città che incarna il suo passato in ogni angolo del suo territorio. Ogni strada, ogni collina e ogni albero evocano storie di un’era gloriosa, quando Gyeongju era la capitale del regno di Silla, uno dei tre regni che dominarono la penisola coreana.
Situata nella provincia del Nord Gyeongsang , sulla costa del Mar del Giappone, è facilmente raggiungibile da Busan partendo dalla stazione di Nopo con bus o treno e da Seoul con il treno KTX che impiega circa due ore e mezza o con il bus che impiega circa 4 ore.
Passeggiando per Gyeongju, è impossibile non rimanere colpiti dal Daereungwon Tumuli Park, un vasto spazio verde punteggiato da insolite colline erbose.

Queste non sono semplici rilievi naturali, ma le tombe reali di re e regine di Silla, sepolti con una sontuosità e una ritualità che rivelano una tradizione spirituale ben oltre l’immaginazione.

L’aneddoto più celebre legato a queste tombe è quello della scoperta della “Tomba del Cavallo Celeste” (Cheonmachong) nel 1973.
Fu la prima tomba di Silla ad essere scavata senza essere stata precedentemente saccheggiata, rivelando oltre 11.500 manufatti, inclusi una corona d’oro, gioielli e una sella decorata con un cavallo alato dipinto.

La vista di questa sella, lasciò gli archeologi senza fiato regalando a Gyeongju l’appellativo di capitale d’arte e spirituale di Silla.
A differenza delle piramidi egizie o delle tombe imperiali cinesi, le tombe di Gyeongju sono per lo più anonime. I nomi dei sovrani sepolti al loro interno sono andati perduti nel tempo, aggiungendo un velo di mistero che rende ogni “collina” ancora più intrigante, quasi a voler mantenere un segreto o a voler immaginare le vite e i regni di coloro che riposano sotto queste verdi cupole.
Un capitolo particolarmente affascinante della storia di Silla è quello delle sue regine, figure di straordinaria influenza in un’epoca in cui in molte altre culture il potere era quasi esclusivamente maschile.
Tre regine regnarono in un periodo relativamente breve, dimostrando una notevole capacità di leadership e visione.

La più famosa è sicuramente la Regina Seondeok (regno: 632-647 d.C.). Non solo fu la prima regina regnante di Silla, ma anche una figura illuminata che promosse lo sviluppo scientifico e culturale.
A lei è dovuta la costruzione dell’Osservatorio Astronomico di Cheomseongdae, la più antica struttura di questo tipo in Asia orientale ancora esistente.
Nel contesto del VII secolo, era molto raro immaginare una donna a capo di un regno che promuovesse l’astronomia. La Regina Seondeok era conosciuta per la sua grande saggezza e capacità di prevedere il futuro. Si racconta che avesse previsto un attacco nemico ascoltando il canto delle rane, interpretandolo come un segno di pericolo. La sua guida fu fondamentale per rafforzare il regno di Silla in un periodo di grandi tensioni tra i Tre Regni.
Dopo di lei, salì al trono la Regina Jindeok che continuò la politica della sua predecessora, concentrandosi sulla diplomazia e sul rafforzamento delle alleanze con la dinastia Tang cinese. Si dice che fosse una donna di grande cultura, abile nella poesia e nella calligrafia, utilizzandole come strumenti di comunicazione politica.

La terza, la Regina Jinseong regnò in un periodo più turbolento, ma la sua ascesa al trono dimostra ancora una volta l’apertura di Silla a una leadership femminile. Sebbene il suo regno sia stato segnato da disordini interni, la sua figura rimane una testimonianza della possibilità per le donne di accedere ai massimi livelli di potere in questa società antica.

Oggi Gyeongju è un sito UNESCO e resta un luogo importante per la storia e la cultura coreana. Dai bellissimi templi come Bulguksa e la grotta di Seokguram, che conservano l’arte buddista di Silla, alle passeggiate serali intorno al tranquillo Stagno di Anapji, dove si riflettono le antiche rovine del palazzo, Gyeongju offre un viaggio nel passato.

Visitare Gyeongju non è solo turismo; è un’esperienza unica , un ricordo di civiltà passate,che rivelano l’essenza del popolo coreano.
