Elezioni 2027. Renzi lancia le “Primarie delle idee”
Matteo Renzi mette nel mirino le elezioni del 2027. Il leader di Italia Viva propone le “Primarie delle idee”, il contenitore dal quale potrebbe uscire la figura capace di gareggiare e battere Giorgia Meloni. Con un centrodestra che da anni si muove coeso nel campo delle elezioni, Renzi prova a trovare la formula per compattare il centrosinistra. La logica del 1vs1 americana, quella ricercata da molti interpreti politici anche in Italia potrebbe trovare finalmente una sua realizzazione.
Le parole di Renzi
Attraverso la sue Enews l’ex Presidente del Consiglio ha scritto: “Il centrosinistra deve darsi una mossa. Per vincere le Politiche 2027 serve una coalizione che scelga il proprio leader con le primarie. Saranno in autunno? Saranno a inizio anno? Non è ancora stabilito. Ma io dico che le primarie ci saranno. Chi come noi crede nel valore nobile e alto della politica sa che questo è il momento per partire sulle primarie. E partire sulle primarie non significa scegliere un candidato. No. Oggi quello che conta è tirare fuori le proposte perché la coalizione di centrosinistra stia insieme per qualcosa e non solo contro qualcuno. Il problema non è il contenitore riformista, al quale pure stiamo lavorando insieme a tanti altri: il problema sono le idee riformiste che vanno portate al tavolo della coalizione insieme alle altre. Solo con la sinistra non si vince. Ma perché ci sia una coalizione serve partire dalle proposte riformiste, non dai nomi o dalle ambizioni personali. Per questo abbiamo scelto di cominciare un percorso chiamato PRIMARIE DELLE IDEE.”
Un progetto aperto
Il percorso inizierà l’11 aprile a Roma, quando verrà anche presentato il “Comitato dei Garanti”, guidato dal professor Tommaso Nannicini. Il leader di Italia Viva aggiunge poi: “Daremo vita dal basso a proposte e idee che costituiranno una base programmatica sulla quale lavoreremo. Sarà un esempio unico in Europa di programma popolare e innovativo. le primarie delle idee non sono un progetto di partito, tutt’altro. L’obiettivo è allargare più possibile, andando oltre gli iscritti di un singolo partito e coinvolgendo più persone possibile dell’area riformista e ovviamente della società civile. Sarà un percorso inedito e proprio per questo difficile e fantastico. Il gruppo di lavoro che seguirà questo percorso è di straordinaria qualità e vedrete faremo davvero la differenza”.

Gli assetti nel centrosinistra
Da molti accostato a Silvio Berlusconi, Matteo Renzi tenta la mossa che ha fatto del Cavaliere la figura più incisiva nel panorama della destra italiana degli ultimi decenni. Unificare i partiti, riuscire a mettere insieme forze politiche chiamate spesso a contendersi gli stessi elettori in un preciso bacino di voti non è affatto sfida facile. Bilanciare le ambizioni di partito con le esigenze storiche e politiche del tempo è un’impresa che poche volte è riuscita in modo stabile, soprattutto per la necessità di condividere anche visioni e programmi. Sarà certamente questo l’ostacolo più grande per l’ex Presidente del Consiglio, mentre si attendono le risposte dagli altri interpreti del “campo largo”, si iniziano a delineare sullo sfondo nuovi orizzonti e altrettanti interpreti. Una su tutte? Silvia Salis.
