Caltanissetta: addio amaro ad un simbolo della città
Dopo 74 anni è stata abbattuta la storica antenna Rai che dominava il colle di Sant’Anna e lo skyline cittadino. La piazza nissena perde uno dei suoi “simboli”👇

Imponente, dominante, altissima(la struttura artificiale più alta mai costruita in Italia), visibile a km di distanza, quasi a ‘preannunciare’ l’aprirsi della città per chi vi arrivava da fuori, quasi a dire “bentornati a casa” a chi vi faceva ritorno. Per decenni l’antenna Rai di Caltanissetta è stata lì, con la sua lunga sagoma svettante su tutto il resto del panorama, un simbolo assai peculiare, per non dire unico, del paesaggio urbano nisseno.
E lo è stata fino alle ore 17:40 dello scorso 23 luglio, quando si è provveduto alla sua demolizione, in una sequenza ripresa in filmati amatoriali che immortalano da più angoli la tetra spettacolarità dell’addio ad un elemento divenuto nel tempo caratteristico, e per estensione simbolico della città stessa.
Una funzione simbolica, già, perché l’antenna il suo servizio lo aveva cessato praticamente da vent’anni. E da allora il tema era stato cosa farsene di quel gigante metallico di 286 metri, senz’altro obsoleto, non più in funzione, ma ormai parte integrante e distintiva dell’identità locale. Da lì le lungaggini, il passaggio di consegne tra la proprietaria Rai Way e il Comune, il dibattito sui costi di manutenzione, le richieste(passate in sordina) di associazioni e comitati del territorio che ne auspicavano una nuova valorizzazione, financo da un punto di vista culturale.
Nel perdurante vuoto decisionale che ne è derivato, una variabile incancellabile: il passare del tempo, con i suoi effetti. Difatti incuria e abbandono hanno lasciato il segno, inevitabilmente, tanto sulla struttura quanto sull’area circostante.
La parola ‘fine’(definitiva) alla pluridecennale storia dell’antenna di Caltanissetta l’ha pronunciata il TAR Sicilia in data 18 Luglio 2025, dopo che il dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana aveva disposto la revoca del “vincolo di tutela” posto sul bene. Il motivo? Presto detto: gravi criticità strutturali che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità pubblica.
Il seguito è noto, documentato da svariati filmati online, a raccontare con un senso di profonda malinconia ed amarezza, diffuso nella percezione di tanti cittadini nisseni, il momento in cui la città ha perduto per sempre uno dei suoi simboli.

