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Apertura dell’anno giudiziario 2026 – Distretto di Catania

Nella giornata di sabato 31 gennaio, presso il Tribunale di Catania, nella Sala delle Adunanze, si è svolta la cerimonia di apertura per il nuovo anno giudiziario. Nella consueta relazione d’inaugurazione dell’anno giudiziario del Distretto etneo, il presidente facente funzione della Corte d’appello, Giovanni Dipietro, ha attenzionato svariati punti. Dalla Riforma Nordio, alla centralità del contrasto alla devianza minorile, passando per i dati sull’organico fino a quelli del personale, evidenziando le principali criticità e le prospettive di intervento per il territorio.

Il resoconto del lavoro

Nel settore civile si sono registrati notevoli e incoraggianti segnali di stabilità e progresso, testimoniati dalla riduzione dei tempi di definizione dei procedimenti in Corte d’Appello a 547 giorni, a questo si aggiunge un ulteriore dato rappresentato da una diminuzione del 10% nell’ambito dei procedimenti civili. Il versante penale continua invece a scontare criticità strutturali di lunga data, ulteriormente appesantite dal susseguirsi di interventi normativi non sempre armonici.

Per quanto riguarda i lavori per la realizzazione dellanuova cittadella giudiziaria in Viale Africa, non vi sono cospicue novità, rimanendo quindi algennaio 2027 la data prevista per l’inaugurazione della stessa.

Sulla riforma della giustizia

Nella sua relazione il presidente Dipietro ha poi invitato alla prudenza e alla responsabilità istituzionale: qualunque sia l’esito dell’imminente referendum sulla giustizia, ci si auspica l’apertura di una riflessione ampia, profonda e priva di contrapposizioni ideologiche, capace di coinvolgere Parlamento, magistratura, avvocatura e mondo accademico. Il voto popolare non rappresenta di per sé una soluzione ai problemi strutturali del sistema giudiziario, che richiedono invece analisi complesse e scelte condivise.

Ampio spazio è stato poi dedicato alle preoccupazioni legate alle possibili conseguenze della riforma costituzionale, in particolare evidenziando come il ricorso al sorteggio per gli organi di autogoverno potrebbe incidere sulla loro autorevolezza e sulla legittimazione democratica. Analoghi timori vengono espressi in relazione all’obbligatorietà dell’azione penale, principio cardine dello Stato di diritto, che rischierebbe di essere indebolito con possibili ricadute sull’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Non meno delicata è la questione della separazione delle carriere, che sollecita una riflessione sulla natura e sul ruolo del Pubblico Ministero come soggetto dell’ordinamento e come parte del sistema di giustizia.

Al di là delle singole riforme, è stata sottolineata la necessità di individuare una serie di obiettivi comuni che impongono un percorso condiviso tra politica e operatori del diritto. Tra questi, il miglioramento dell’efficienza della macchina giudiziaria, la garanzia di una ragionevole durata dei processi e la piena attuazione del giusto processo, nel solco dell’articolo 24 della Costituzione e del principio del contraddittorio come cardine della tutela dei diritti.

Il contrasto alla devianza minorile

Grande attenzione è stata posta inoltre sul versante della giustizia minorile. Nella sua relazione, il presidente facente funzione della Corte d’Appello del Distretto di Catania, Dott. Dipietro ha sottolineato l’aumento del fenomeno criminale tra i giovani. Questo dato si intreccia con un ulteriore aspetto costituito dalla crescente dispersione scolastica che si registra ad oggi nell’area etnea.

Nella lotta alla devianza minorile viene quindi riconosciuta la centralità di quella che oggi è una legge regionale sia in Sicilia che in Calabria: “Liberi di scegliere”. Il lavoro del Dott. Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni, diventa quindi imprescindibile, avendo permesso di ottenere risultati assai incoraggianti e proficui all’interno del tessuto sociale. “Liberi di scegliere” diventa oggi un punto centrale anche a livello nazionale ed è proprio in virtù di ciò che lo scorso 15 gennaio è stato presentato il relativo disegno di legge. Un passo indispensabile per i giovani ma anche per tutto il mondo della giustizia.